Anche pastori e associazioni all’incontro di Macomer

Crescono le adesioni alla manifestazione di giovedì in difesa della legalità

SASSARI. «A Macomer sarà doveroso esserci, è importante dare un segnale di unità delle componenti della filiera lattiero-casearia» dice Andrea Mulas, uno dei tre delegati a rappresentare il movimento autonomo dei pastori. Giovedì a Macomer ci sarà una manifestazione che mette insieme industriali, allevatori cooperative, trasportatori, con lo scopo di dire un fermo “no” agli atti criminali come gli assalti alle autocisterne. «Noi ci siamo dissociati – sottolinea Mulas – non deve trasformarsi in una guerra tra fazioni, ma in una lotta contro un sistema che tutti, sbagliando, hanno tollerato per molto tempo. Gli assalti alle cisterne possono anche essere mirati a disgregarci, ci sono mille meccanismi in questo settore non facili da comprendere». Evidente il dibattito all’interno del movimento: «Non tutti hanno capito che i soldi per il latte arrivano dal formaggio e che certi prezzi alla stalla non sono dovuti – spiega Mulas – Molti si sta sensibilizzando, ma c’è un nucleo di resistenza che pensa che urlando si ottenga tutto. Invece si ha un beneficio non durevole, mentre il sistema resta uguale».

«Noi ci saremo – dice il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – le violenze vanno condannate e lo faremo ancora. Importante che ci siano tutte le componenti, sarà un momento di riflessione utile per provare a riportare calma in un settore che ha pianto molto. Vogliamo dare solidarietà a chi ha avuto danni, non solo chi ha avuto i mezzi bruciati ma anche i camion saccheggiati e il latte sversato, atti verso i quali abbiamo già espresso una dura condanna e sui quali speriamo che venga fatta luce». Cosa c’è dietro violenze e intimidazioni? «Sono frutto di estremismi, possibile che approfittando del caos del settore qualcuno abbia trovato la scusa per mettere sul piatto cose diverse dalla battaglia del latte – dice Saba – Certo non è tollerabile che qualcuno debba lavorare nella paura».

«Noi non abbiamo ricevuto inviti ufficiali per la giornata di Macomer – dice Pietro Tandeddu, presidente di Copagri – e non sappiamo da chi sia realmente organizzata. Presumo che ci sarà un incontro col Consorzio del pecorino romano. Ben venga comunque un’iniziativa volta a riportare la legalità nel mondo delle campagne, anche se questa espressione è probabilmente impropria, visto che non sappiamo da dove nascano questi atti di violenza, non vogliamo che vengano coinvolti i pastori. Di sicuro colpiscono una categoria, i padroncini, che non c’entrano assolutamente nulla». E sul dopo vertice di Sassari nel quale è stato raggiunto l’accordo sui 72 centesimi al litro di partenza «manteniamo qualche perplessità, perché riteniamo che non sia giusto tenere conto solo del pecorino romano nel sistema di correlazione per formulare il prezzo del latte».

Claudio Atzori, presidente regionale di Legacoop: «Il nostro obiettivo era creare una filiera reale e forte, portando dentro anche la grande distribuzione, e si siamo riusciti. Purtroppo si tende a parlare solo del prezzo del latte, senza pensare a dare forza contrattuale ai produttori. La criminalità? Si combatte mettendo tutte le parti assieme, per questo io sarò a Macomer. Da tempo diciamo che il tema della legalità va affrontato valutando non il singolo episodio, ma cercando di capire se c’è una regia, considerato che ogni volta che si è vicini a un obiettivo immancabilmente succede qualcosa». A chi giova un clima così? «Un sistema reso debole può giovare
a più parti. Non sta a me fare ipotesi, ma attorno all’agroalimentare ruota un universo mondo in cui c’è di tutto. Può anche darsi che si tratti delle iniziative di qualche scemo, ma la tempistica è quantomeno sospetta. E di certo non vanno sottovalutati».

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