I leader dei pastori: «Critiche inevitabili ma bisogna trattare»

Assemblea a Tramatza dopo il primo accordo sul prezzo Oggi manifestazione dei caseifici: libertà di partecipazione

TRAMATZA. Non sono arrivati diktat né divieti da parte dei pastori riuniti ieri mattina nella sala convegni dell’area di servizio di Tramatza, verso chi intende partecipare alla manifestazione per la legalità in programma questa mattina a Macomer, voluta da industriali, cooperative e trasportatori contro gli atti di violenza compiuti da individui armati e mascherati a danno di camion trasporto latte e autisti recentemente. «Da parte nostra – hanno ribadito Nenneddu Sanna, Andrea Mulas e Gianuario Falchi, leader riconosciuti della protesta – la condanna verso chi compie atti di violenza contro altri lavoratori, è ferma e totale. Chi vuole andare a Macomer è libero di farlo».

Ma l’incontro, a cui ha partecipato un numero inferiore rispetto a quello che aveva affollato la sala di Tramatza le volte precedenti, è stato chiesto da Sanna, Falchi e Mulas, per due motivi, ritenuti fondamentali per l’unità del fronte della protesta e decisivo in vista del vertice in Prefettura a cui i tre sono chiamati a partecipare domani a Sassari: rispondere ai commenti negativi, alcuni considerati offensivi, apparsi sui social dopo l’accordo che ha elevato il prezzo di un litro di latte fino a 74 centesimi, e confermare la solidarietà del movimento autonomo verso i loro colleghi, denunciati per blocco stradale e danneggiamento. Sarebbero 150 ma il numero sarebbe destinato a salire. «Nessuno sarà lasciato solo – hanno detto Sanna, Falchi e Mulas –. In questi giorni, diversi avvocati hanno offerto il gratuito patrocinio se si arriverà a un processo nei confronti dei nostri colleghi».

Dopo qualche scambio verbale particolarmente acceso, prontamente riportato all’interno di una discussione improntata al rispetto di tutte le posizioni, Sanna, Falchi e Mulas hanno chiarito i punti fondanti dell’accordo di giovedì scorso. «Nessuno può negare l’importanza dei risultati finora ottenuti – hanno rivendicato i tre leader –. Sappiamo tutti che 74 centesimi di euro non sono sufficienti, visto che per produrre un litro di latte ne occorrono circa 85. Tuttavia, in questo momento, pena il blocco della trattativa e conseguente ritorno ai 60 centesimi di un paio di mesi fa, oltre non si poteva andare. Spuntare un prezzo superiore infatti poteva significare crisi per le cooperative. Siamo disposti ad accettare tutte le critiche possibili, ma non le offese gratuite, soprattutto quando queste toccano la sfera personale. Tutto quello che è stato fatto finora, lo abbiamo concordato con voi». Sanna, Falchi e Mulas sottolineano più volte di aver trascurato le loro attività, la famiglia e i propri interessi perché consapevoli che, per la prima volta, si stava lavorando alla riforma integrale di un sistema incancrenito e nebuloso, all’interno del quale qualcuno non ha fatto certamente gli interessi dei pastori. «Questa è una battaglia storica – hanno sottolineato –. Le tensioni e le diversità di vedute sono legittime. Anche le critiche lo sono. Ma attenzione a quelle messe in giro ad arte al solo scopo di dividerci o, peggio ancora, per fare in modo che le cose rimangano come sono».

Domani, alle 10.30, Nenneddu Sanna, Gianuario Falchi e Andrea Mulas incontreranno, per la terza volta, il Commissario governativo nonché Prefetto di Sassari Giuseppe Marani. Argomento: ristrutturazione della filiera del latte e azzeramento dei vertici dei consorzi di tutela. Per la prima volta, dopo averne chiesto più volte le dimissioni dei consigli di amministrazione dei consorzi, i pastori siederanno
allo stesso tavolo con i vertici di quello per la tutela del Pecorino Romano. In quella sede ribadiranno le loro richieste e torneranno a chiedere maggiore trasparenza. «Perché – insistono – chi ha sbagliato è giusto che si assuma le sue responsabilità, e paghi per i suoi errori».

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