«Mille euro al mese alle donne che fanno figli»

Lo stipendio per otto anni a patto che stiano a casa. Vitalizio dopo il quarto bimbo. È la proposta choc di Popolo della famiglia, Riformatori e Fortza Paris 

CAGLIARI. Mille euro al mese, esentasse, per otto anni. È questo lo choc fiscale – testuale – annunciato dal Popolo della famiglia per «convincere le donne a rifare i figli», perché «lo spaventoso calo demografico è diventato il nostro ultimo incubo nazionale». Destinato alle madri disoccupate, anche single, il reddito di maternità è sbarcato anche in Sardegna.

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«È una proposta di legge d’iniziativa popolare. Siamo molo vicini a raggiungere le 50mila firme necessarie per presentarla in Parlamento entro aprile e siamo sicuri che anche i sardi daranno il loro contributo per questa battaglia sacrosanta», ha esordito Mirko De Carli, coordinatore nazionale del Pdf. È il movimento fondato dal giornalista romano Mario Adinolfi, che dopo essere stato iscritto alla Dc e al Pd, da tempo è un pasdaran dichiarato a favore della famiglia tradizionale e contro l’aborto. Più volte s’è proposto alle elezioni politiche, ma sempre lui e il Pdf hanno raccolto gran poco nei seggi. Mesi fa ha lanciato la campagna per il reddito di maternità e, nella missione in Sardegna, il Popolo della famiglia ha trovato subito due alleati: Fortza Paris e i Riformatori. Alla presentazione della proposta di legge ad affiancare De Carli, si sono presentati Gianfranco Scalas, presidente di Fp, e il neo eletto consigliere regionale Michele Cossa. «Ora che siamo forza di governo – hanno detto uno dopo l’altro – presenteremo presto una proposta di legge a sostegno delle famiglie, che in questi anni sono state troppo spesso bistrattate dal centrosinistra». Per ora c’è il progetto del Pdf: «Ci piacerebbe che la Sardegna fosse la prima regione a investire sul nostro modello – ha sottolineato De Carli – soprattutto perché qui da voi i tassi di natalità sono tra i più bassi a livello italiano ed europeo».

Prima di spiegare come dovrebbe funzionare il reddito pro mamme, De Carli ha messo le mani avanti: «Siamo stati criticati, ma non vogliamo certo relegare le donne a essere di nuovo il focolare della casa. Il nostro vuole essere soltanto un incentivo. Oggi gli italiani non fanno più figli per paura del futuro e della crisi. Noi proponiamo un sostegno straordinario che non è assistenzialismo ma uno choc fiscale che è stato vincente in molte altre Nazioni». Fino a lanciare questo monito: «Se continuerà questa denatalità, l’Italia smetterà di crescere economicamente e saremo tutti meno felici». Stando alla proposta di legge a chiedere il reddito di maternità potranno essere, entro 15 giorni dalla nascita del figlio, le madri disoccupate che «decidano di occuparsi esclusivamente della famiglia».

Da quel momento in poi avranno mille euro al mese per otto anni, e «il reddito scatterà anche per i figli successivi al primo, se supererà i quattro l’indennità si trasformerà in un vitalizio perenne», ha spiegato il portavoce del Pdf. Lo stesso accadrà nei casi in cui nasca un bambino diversamente abile. «Ecco perché – ha aggiunto Mirko De Carli – il nostro non è un intervento spot, ma legato alla realtà e poi quei mille euro, vedrete, finiranno in gran parte nell’economia reale fra pannolini, pappe eccetera». Stando ai calcoli del movimento la madre di un solo bambino riceverà massimo 96mila euro in otto anni, e «finalmente quelli sì che saranno soldi spesi bene dallo Stato», è stato l’ultimo commento. Ma da quale capitolo del bilancio statele saranno recuperati gli annunciati tre miliardi per coprire il triennio 2020-2022 e garantire l’incentivo a una media di 300mila neo mamme? «Dal fondo antidiscriminazione razziale che finora, come denunciato dalle Iene su Italia Uno, ha prodotto zero risultati».
 

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