Alitalia vuole Olbia volerà senza sovvenzioni

La compagnia sta per rilanciare dopo la mossa di Air Italy. Si rischia il caos

CAGLIARI. Il risiko sulla continuità territoriale rischia di diventare una guerra dei cieli. Protagonisti Air Italy e Alitalia che puntata dopo puntata danno vita a una corsa alle rotte sempre più rischiosa.

Manca ancora l’ufficialità, che potrebbe arrivare in questi giorni, ma Alitalia è pronta a volare anche lei senza compensazione da Olbia su Roma e Milano, sempre con le frequenze e le tariffe imposte dalla Continuità territoriale. L’offerta sta per essere formalizzata.

Gli effetti. Da un punto di vista tecnico si rischia il caos a meno di un mese dalla partenza della nuova continuità. Perché Alitalia e Air Italy dovranno trovare un accordo per dividersi le rotte. Gli slot non possono essere doppiati. Il rischio è che questo accordo non venga trovato in tempi brevi. Ma c’è anche un altro pericoloso effetto domino. Air Italy potrebbe rispondere all’attacco di Alitalia offrendo di volare senza compensazioni anche su Cagliari. Una guerra dei cieli che potrebbe diventare pericolosissima per tutelare il diritto dei sardi alla mobilità.

Effetti collaterali. Ma c’è un altro aspetto, tutto politico, che è forse più centrale di qualsiasi altra considerazione. Alitalia è una compagnia di Stato, controllata dal governo. È in amministrazione controllata, e con questa sua scelta deciderebbe di coprire delle rotte con la quasi certezza di non fare utili. Questa mossa distruggerebbe la fitta trama diplomatica che la Regione ha tessuto in questi mesi per convincere Air Italy a restare in Sardegna. Con l’arrivo di Qatar Airways nel capitale dell’ex Meridiana, la compagnia ha spostato il suo core business. Dalle rotte a corto e medio raggio, a quelle intercontinentali. E progressivamente sposterà sempre più il cuore della sua attività aerea su Malpensa e Fiumicino. Con l’obiettivo di diventare una delle più importanti compagnie europee. Ma l’azione della Regione sul Qatar ha portato i vertici della compagnia a mantenere in ogni caso il cuore amministrativo, e il personale, a Olbia. L’ex governatore Francesco Pigliaru, e l’ex assessore Carlo Careddu, hanno portato avanti una moral suasion per convincere, con successo, la parte politica dell’emirato a non abbandonare l’isola e in particolare lo scalo di Olbia. È chiaro che la mossa della compagnia di Stato e del Ministero rischiano di abbattere con un solo colpo questo castello. L’effetto per l’economia del territorio è evidente, come il destino di una parte dei dipendenti e degli equipaggi di Air Italy, costretti a spostarsi in aeroporti in cui c’è maggiore traffico.

Una mazzata a tutto il delicato equilibrio diplomatico costruito in questi mesi. La Regione era riuscita nel miracolo di far partire la nuova Ct1 dopo una battaglia lunga anni contro gli euroburocrati. Ma l’accettazione di Air Italy di coprire le rotte da Olbia senza compensazione per un anno era stato forse il risultato politico più rilevante. Non solo garantiva la continuità su Olbia, ma salvava i posti di lavoro e gli investimenti di Air Italy sul Costa Smeralda. La mossa del governo rischia di diventare un colpo di mortaio.

Il caos strisciante. La scelta di coprire le rotte da Olbia per Roma e Milano senza i 5 milioni di euro all’anno di compensazione è una mossa tutta politica da parte di Air Italy per confermare la sua volontà di fare di Olbia il suo centro strategico. Ecco perché la mossa di Alitalia potrebbe avere un effetto detonante su una vertenza ancora non conclusa. E una conferma della volontà di Alitalia di restare a Olbia arriva anche in modo indiretto. In questi giorni al Costa Smeralda sono presenti i tecnici e i funzionari di Alitalia. Preparavano i sistemi informatici e tutto quello che serviva per creare una base a Olbia. Ma alla notizia della offerta di Air Italy, che di fatto estrometterebbe Alitalia, hanno deciso di andare avanti.

Il buco. C’è ancora un altro aspetto che rende più magmatico il presente della continuità. La vecchia continuità scade il 31 marzo, tra due settimane. Quella nuova entra in vigore il 17 aprile. Ci sono 16 giorni di buco. La Regione con un bando di emergenza aveva trovato la disponibilità a coprire quelle tratte da parte di Alitalia. Disponibilità che sembrava scemata dopo la mossa a sorpresa di Air Italy. Ora il quadro rischia di diventare ancora più caotico nei prossimi giorni. E a rendere ancora più complicato. Perché in questo momento non si capisce chi dovrà coprire i 15 giorni. E se Alitalia confermerà la sua scelta
di volare da Olbia senza compensazioni il quadro sarà ancora più complicato da interpretare.

In mezzo a questa battaglia c’è la stagione turistica, già partita, e la capitale delle vacanze sarde, potrebbe diventare complicata da raggiungere.

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