Cibo e spese mediche in crisi due famiglie su tre

L’indagine di Altroconsumo ha evidenziato le grandi difficoltà dei sardi  Dagli alimenti all’istruzione dei figli, cresce la percentuale di chi fa rinunce

SASSARI. A inquietare è soprattutto il dato sull’istruzione: le famiglie fanno fatica a coprire le spese per garantire una adeguata preparazione culturale ai figli. Succede così che già alle Superiori i ragazzi non abbiano la possibilità di frequentare corsi extracurricolari o di partecipare alle attività previste nel piano formativo dell’istituto nel caso in cui richiedano un contributo da parte delle famiglie. Ma lo scoglio vero, quello contro il quale si sbatte la maggior parte dei genitori, è l’Università: i costi sono alti, spesso insostenibili, così tanti rinunciano all’iscrizione o abbandonano dopo i primi due anni. È la fotografia di un’Italia che arranca, quella scattata da Altroconsumo in una indagine sulle capacità di spesa delle famiglie. E in questa fotografia generale poco esaltante, la Sardegna fa meglio solo della Basilicata: l’isola è penultima in classifica, con un indice inferiore di oltre 8 punti rispetto alla media nazionale. E con le difficoltà maggiori emerse in relazione alle spese per l’istruzione e l’alimentazione. Ma anche sulla sanità c’è ancora tanto da fare perché l’assistenza e le cure mediche siano un diritto alla portata di tutti.

L’indagine. Altroconsumo ha condotto l’inchiesta sulla spesa delle famiglie insieme ad altre associazioni che fanno parte di Euroconsumers presenti in Belgio, Spagna e Portogallo. I dati sono stati raccolti a dicembre del 2018 attraverso un’indagine statistica che ha coinvolto 1628 cittadini italiani di età compresa tra i 25 e i 79 anni, distribuiti su tutto il territorio nazionale così da garantire un campione sufficientemente valido per tutte le regioni. Il dato finale è questo: solo 1 famiglia su 4 a livello nazionale ha dichiarato di non avere avuto problemi ad affrontare le spese nell’anno che si è chiuso poco meno di tre mesi fa. E in Sardegna? Va anche peggio perché nella scala da 1 a 100, l’isola si ferma a 38,4. Significa che quasi due terzi dei sardi hanno avuto difficoltà a sostenere le spese in alcuni ambiti specifici. L’indice medio nazionale è superiore: 46,5, con punte d’eccellenza in alcune regioni del Nord e un divario netto tra settentrione e meridione d’Italia, isole comprese.

I capitoli di spesa. Sono sei quelli presi in esame dall’indagine di Altroconsumo: si tratta delle spese relative alla salute, alla casa, all’alimentazione, all’istruzione, alla mobilità, alla cultura e tempo libero. Il valore generale più alto si trova alla voce casa: il 48% degli intervistati rivela di avere costantemente difficoltà a fare fronte ai pagamenti delle bollette di luce, gas e acqua ma anche a sostenere gli interventi di manutenzione di appartamenti o spese condominiali. Ma la nota dolentissima è alla voce sanità: le cure, soprattutto quelle dentistiche, e i farmaci, sono spesso molto costosi, al punto che il 44% degli intervistati si dichiara in affanno e il 55% ammette di non potersi permettere di andare dal dentista. In Sardegna la situazione è ancora più critica: è proprio il taglio delle spese mediche uno dei primi provvedimenti assunti dalle famiglie per fare quadrare i conti, con una sforbiciata alle cure che nei casi più critici diventa rinuncia totale.

Stop alle cure mediche. Il dato è stato elaborato da Demoskopica e mette nero su bianco una situazione allarmante: nell’isola 66.607 famiglie sarde che non hanno i soldi per curarsi. Significa che il 9,2% dei sardi dice addio a medici, farmaci, visite specialistiche spesso salva vita perché non è in grado di sostenere le spese. Nella classifica la Sardegna occupa il quartultimo posto, davanti soltanto
alla Calabria, alla Campania e al Molise.

Le previsioni. Sono negative, in parte perché la stragrande maggioranza delle famiglie non ha risparmiato un euro, in parte perché per molti di loro l’uscita dalla crisi economica, annunciata più volte, non c’è ancora stata.

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