Regione, mancano ancora gli eletti: vicini al caos istituzionale

Solinas e i 59 consiglieri non sono stati proclamati dopo quasi 20 giorni. Ma le scadenze politiche sono sempre più vicine: latte, trasporti, occupazione

CAGLIARI. È presidente della Regione dal 25 febbraio, giorno dello spoglio delle schede elettorali. Ha vinto con oltre il 46 per cento dei voti, ma ufficialmente Christian Solinas non è ancora il governatore della Sardegna. Per esserlo, a tutti gli effetti, dovrà aspettare la proclamazione degli eletti da parte dell’Ufficio centrale della Corte d’appello di Cagliari. Nell’attesa di salire ai piani alti di Villa Devoto e ricevere le chiavi dall’uscente Francesco Pigliaru, Solinas ha trasformato il suo ufficio di segretario nazionale del Psd’Az, a Cagliari, nella sede provvisoria del 25esimo presidente della Regione. Ha fatto di necessità virtù e finora, in quella stanza, si sono svolti e continueranno a svolgersi i suoi incontri prima del passaggio di consegne. Perché per la proclamazione e l’assegnazione definitiva dei seggi ci vorrà ancora qualche giorno. Anche se per l’inizio della prossima settimana dal Palazzo di giustizia dovrebbe trapelare una prima mappa sugli eletti per ciascun partito, ma non ancora l’elenco con i nomi dei sessanta consiglieri della XVI legislatura.

Il tempo passa. Con oggi dalle elezioni regionali sono trascorsi 18 giorni. Troppi o pochi? Pochi se il confronto è con il voto del 2014: allora Pigliaru dovette aspettare tre settimane e mezzo prima di prendere possesso dell’incarico. Sono troppi invece se si va ancora più indietro nel tempo: nel 2009 l’attesa di Ugo Cappellacci durò solo 11 giorni. Quanti saranno questa volta per Solinas? Non più di 30 è l’indiscrezione che arriva dal Palazzo di giustizia. Se così fosse, il primo giorno utile sarebbe martedì 26 marzo, con la possibilità di riunire il Consiglio nella stessa settimana, oppure all’inizio di aprile.

Casi irrisolti. L’Ufficio centrale ha cominciato l’ultima verifica delle schede e dei verbali arrivati dai Tribunali. In questa fase, come annunciato dalla presidente Gemma Cucca, i magistrati saranno affiancati da un pool di esperti: la legge elettorale è piena di insidie. I casi ancora irrisolti sono: la suddivisione dei seggi all’interno del centrodestra che ha vinto, la griglia delle preferenze per tutti i neo consiglieri regionali, le compensazioni fra i collegi che hanno raggiunto un quoziente e quelli rimasti al di sotto della soglia (Ogliastra e Sulcis) e infine le eventuali compensazioni nella distribuzione dei resti. Dunque, il lavoro da fare è ancora molto, i casi spinosi sarebbero diversi, ma ci sarà un’accelerazione nelle prossime ore.

Emergenza politica. Non c’è ancora, ma il vuoto amministrativo comincia a pesare sull’agenda politica. Tutto è bloccato in attesa dell’insediamento ufficiale del presidente Christian Solinas e della sua Giunta. Di contro, le emergenze non mancano: a cominciare dalle vertenze ancora aperte – prezzo del latte, trasporti, edilizia e disoccupazione – per passare alla trattativa bloccata con il Governo su accantonamenti, accise e manovre finanziarie di ogni
tipo. Lo stesso Solinas ha detto: «Mi auguro che la proclamazione degli eletti arrivi nel più breve tempo possibile. Di certo, prendo questo impegno: il prossimo Consiglio regionale cambierà finalmente questa legge elettorale». È troppo complicata. (ua)

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