Guerra sulle rotte da Olbia i sindacati contro Alitalia

L’assessore Careddu: intervenga Toninelli, a rischio i 600 lavoratori Air Italy

OLBIA. Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo. Dopo pochi giorni il futuro di Air Italy e dei suoi lavoratori in Gallura è di nuovo a rischio. Alitalia sarebbe pronta a volare anche lei senza compensazioni economiche da Olbia per Roma e Milano. Proprio come ha deciso di fare Air Italy per le sue rotte della continuità territoriale precedentemente aggiudicate dall’ex compagnia di bandiera. È una guerra tra vettori che potrebbe mettere a serio rischio l’occupazione e la mobilità dei sardi. Così adesso tutti chiedono l’intervento del governo e in particolare del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Lo fa l’assessore regionale uscente Carlo Careddu e lo fanno anche i sindacati. Alitalia, in amministrazione straordinaria, è di fatto controllata dal governo e solo un intervento dell’esecutivo nazionale metterebbe la parola fine alla pericolosa telenovela. L’ex compagnia di bandiera, dal canto suo, non commenta ufficialmente. Ma si apprende comunque che Alitalia, per quanto riguarda l’offerta di Air Italy, è in attesa di conoscere la formale decisione della Regione sulla conformità al bando della proposta. Inoltre l’ex compagnia di bandiera sta verificando se le rotte Olbia-Roma e Olbia-Milano siano economicamente sostenibili anche senza compensazioni.

Pressing su Toninelli. Carlo Careddu, assessore regionale uscente ai Trasporti, si era battuto affinché Air Italy non abbandonasse Olbia. Adesso tutto torna in bilico. Al via della nuova continuità manca un mese e così scatta immediato il pressing sul ministro Toninelli, che un mese fa a Olbia aveva promesso di risolvere la situazione. «Il problema più grande riguarda il futuro della base di Olbia e, in particolare, dei suoi circa 600 dipendenti – afferma Careddu -. Per questo ho chiesto insistentemente al ministro Toninelli, tramite il suo gabinetto, di occuparsi da vicino e tempestivamente della questione. Si tratta di una vertenza serissima che il ministero deve gestire con responsabilità e professionalità, senza concedere niente al caso ed evitando atteggiamenti pilateschi. Di mezzo c’è il futuro di 600 lavoratori e delle loro famiglie e la permanenza della compagnia in Sardegna. In ogni caso, occorreranno soluzioni solide e definitive, così come d’altronde il ministro aveva personalmente garantito ai lavoratori». Poi c’è un altro problema: «Si presenterebbe la difficoltà di mettere d’accordo i due vettori, che dovrebbero dividere tra loro i voli nell’arco della giornata, non essendo consentita una sovrapposizione di frequenze per una questione di disponibilità di slot». Nel bel mezzo anche il caos del «buco» dei primi 16 giorni di aprile, periodo di transizione tra la vecchia e la nuova continuità, aggiudicati sempre da Alitalia.

Sindacati preoccupati. Anche i sindacati chiedono un intervento del governo. «Si rischia un tracollo sociale ed economico – dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt Cgil –. Come è possibile che un vettore in amministrazione controllata, che deve restituire un prestito di 900 milioni, possa rinunciare alle compensazioni? Forse è arrivato il momento che i ministri Toninelli e Di Maio intervengano per portare a un atteggiamento ragionevole i commissari di Alitalia». Gli fa eco Sergio Prontu, Filt Cgil Gallura: «L’iniziativa di Alitalia, soprattutto perché gode di finanziamenti pubblici, è discutibile». Anche Gianluca Langiu, Fit Cisl Gallura, chiede l’intervento del governo: «Air Italy ha rinunciato alle compensazioni per risolvere un problema sociale, cioè quello dei lavoratori. Alitalia è in piedi grazie ai soldi pubblici e non può lanciarsi in questa guerra dei cieli. Deve intervenire il governo». E poi Elisabetta Manca, della Uiltrasporti Gallura: «Sarebbe incredibile. Tutto ciò potrebbe mettere a rischio i posti di lavoro. Chiediamo al ministro Toninelli che quanto promesso a Olbia non restino soltanto parole». Toninelli finisce anche nel mirino di Nicola Contini, segretario regionale Ugl Ta: «Deve fare da arbitro ed evitare una guerra
inutile tra compagnie che mette a rischio i lavoratori e l’utenza». Marco Bardini, dell’Anpav, è chiaro: «Alitalia deve restituire allo Stato 900 milioni ed è anche commissariata. Offrire dei voli senza compensazioni, e quindi in perdita, significherebbe alterare le logiche del mercato».

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