Pecorino romano 2.0: la filiera prende forma

A Sassari confronto in prefettura tra allevatori, industriali e associazioni Al via la nuova programmazione: trasparenza su produzione e quote

SASSARI. Il clima, davanti alla Prefettura, è molto disteso. Sulla scalinata ci sono i pastori, le associazioni di categoria, gli industriali, e da lì a un’ora si ritroveranno a guardarsi in faccia per parlare di “Tavolo Sardegna”, del futuro del latte e del pecorino romano. Strette di mano, saluti cordiali, ottime premesse. Evaporata la tensione delle settimane precedenti. C’è il capo di Gabinetto del ministero delle Politiche agricole, Luigi Fiorentino, gli industriali del settore caseario sardo, il Consorzio pecorino romano, Coldiretti, Legacoop Sardegna, Assolatte. E a convocare questo incontro istituzionale e a fare gli onori di casa, il prefetto e commissario Giuseppe Marani. La riunione si fa subito fitta di domande e da mezzogiorno si protrae sino al tardo pomeriggio. Ma alla fine dal tavolo di filiera riunito ieri si delinea il nuovo profilo del Consorzio del Pecorino romano: tutti i protagonisti d’ora in avanti saranno chiamati a partecipare alla redazione del nuovo Piano di programmazione. Tre i punti concordati su cui lavorare: revisione dello statuto e del disciplinare di produzione del Pecorino romano; analisi delle problematiche legate alle quote produttive; condivisione dei dati di produzione e individuazione di un manager in grado di rilanciare il Consorzio.

Le proposte di modifica allo statuto e al disciplinare dovranno essere consegnate a tutti i componenti del tavolo entro venerdì prossimo, 22 marzo, in modo che possano essere valutate dal Consorzio e dal Ministero. Per quanto riguarda la trasparenza dei dati sulle produzioni, il capo di Gabinetto del ministero e il prefetto hanno sollecitato il Consorzio a una maggiore pubblicità delle cifre, a redigere una pubblicazione mensile e a far conoscere al «Tavolo Sardegna» tutti i prospetti relativi all'ultimo triennio. Il presidente Salvatore Palitta e gli altri rappresentanti del Consorzio hanno manifestato la propria disponibilità affinché il «Tavolo Sardegna» sia un cantiere unitario per il rilancio dell'intera filiera. «Con la rappresentanza dei pastori nel Consorzio si possono creare le basi per cambiamenti importanti e strutturali». Coldiretti Sardegna si dice soddisfatta dall'incontro in Prefettura. D’altronde uno degli obiettivi dichiarati era proprio una maggiore collegialità: «In pratica avviare un percorso volto ad una maggiore apertura del Consorzio di tutela del pecorino romano alle esigenze della filiera produttiva e pervenire in tempi rapidi ad un accordo idoneo a risolvere i problemi emersi nelle precedenti riunioni del tavolo tecnico». E all’inizio della riunione la diffidenza da parte dei pastori, nei confronti dell’operato del consorzio, era palpabile. Gli allevatori hanno preteso chiarimenti sull’operato dell’ente, fino ad ora costituito per il 60% dalle cooperative e per il resto dai produttori privati. Hanno voluto conoscere le azioni intraprese fino ad ora per la tutela del marchio, per il controllo della qualità dei prodotti, e infine
per la promozione e il marketing del pecorino romano. E hanno domandato come mai non si sia riusciti ad evitare un simile sforamento delle quote. Tutti escono dalla Prefettura stanchi ma soddisfatti. Si apre una nuova fase, dove gli attori della filiera lavoreranno più in sinergia.

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