Per Bonifiche Ferraresi bilancio col segno più

Arborea, nel patrimonio della società dallo scorso anno i mille ettari di Sbs. Il presidente Vecchioni conferma gli investimenti: «L’isola è strategica»

ORISTANO. Il 2018 si è chiuso con il segno positivo per Bonifiche Ferraresi, la società quotata in Borsa che ha rilevato lo scorso anno oltre mille ettari della ex Società Bonifiche Sarde. La società agricola conta ad oggi un patrimonio di circa 6.500 ettari, affermandosi come il primo proprietario terriero in Italia. I terreni di Bonifiche Ferraresi, sono destinati a coltivazioni di riso, mais, grano duro e tenero, orzo, barbabietole da zucchero, erba medica, soia, orticole, piante officinali e frutta. La tenuta di Arborea è l’ultimo acquisto della società, presente, oltre che in Emilia Romagna, anche in Toscana.

Il bilancio dello scorso anno presenta un utile contenuto e in calo, ma pur col segno positivo, anche se solo per 100mila euro. Il margine operativo lordo, cioè il valore che indica la capacità di generare reddito (il valore della produzione meno tutti i costi, ndr) invece cresce, sfiorando i 5 milioni di euro, nonostante un calo rispetto alle previsioni. Il mercato del settore sementi e quello industriale hanno contribuito a modificare il consuntivo. Bonifiche Ferraresi conferma comunque tutti i piani per il 2018, in particolare il lancio del brand “Le Stagioni d’Italia” e lo sviluppo di prodotti a marchio proprio, oltre all’integrazione delle aziende recentemente acquisite. Un ruolo particolare in questa strategia lo riveste l’area sarda, con i suoi mille ettari. Per il presidente di Bonifiche Ferraresi, Federico Vecchioni, l’acquisto di Sbs per 20 milioni di euro dalla Regione «è un particolare valore aggiunto ai nostri prodotti. Confermiamo gli investimenti in Sardegna nel medio e lungo periodo». L’aumento di capitale da 121 milioni di euro, conclusosi a dicembre, ha inciso sull’indebitamento finanziario netto, diventato negativo per 65 milioni, ma questo dato non preoccupa il management della società. «Questi fondi serviranno a realizzare nuovi investimenti, anche in Sardegna – conferma Vecchioni – col personale ereditato da Sbs e con i nuovi addetti che sono arrivati e con gli altri che arriveranno». In questi mesi Bonifiche Ferraresi ha dovuto completare la bonifica dell’amianto per le stalle collocate nell’area del Centro Sassu 3 dove saranno ospitati 2500 bovini. Il progetto è curato da Inalca, società del gruppo Cremonini, socio di Bonifiche Ferraresi, specializzata nell’allevamento e produzione delle carni bovine. I capi, svezzati in Sardegna, in stalle che quando l’impianto sarà completato saranno le più moderne d’Italia, ecosostenibili, e per quanto possibile, a misura d’animale, saranno poi inviati a Ferrara.

Ma Sbs non è stata acquistata solo per le carni, ma soprattuto per le erbe officinali e le piante aromatiche. In questi mesi Bonifiche Ferraresi sta terminando il potenziamento della filiera delle aromatiche, dei legumi, degli ortaggi e soprattutto degli integratori alimentari naturali. Marrubiu Terralba e Arborea, che ospitano i mille ettari provenienti da Sbs, con nature giuridiche diverse, 573 a Marrubiu e Terralba propri, e gli altri in concessione per 15 anni ad Arborea da Laore, sono al centro del progetto che in questi mesi dovrebbe registrare un primo significativo step.

Il
futuro però riguarda la collaborazione tra le cooperative produttori di Arborea e Bonifiche Ferraresi.

Passi avanti ufficiali non ce ne sono stati, ma è probabile che il dialogo, e una collaborazione utile per entrambi sia già partito, pur sottotraccia.

@gcentore. .

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