Alitalia: Olbia ci interessa, valutiamo se è conveniente

La compagnia di bandiera non ha ancora deciso se volare senza sovvenzioni. Ma difficilmente potrà accettare tutte e due le rotte: solo Roma avrebbe chance

SASSARI. Alitalia non vorrebbe rinunciare a Olbia, ma prima vuole capire se l’operazione continuità è economicamente sostenibile. La mossa di Air Italy di ritornare in pista al Costa Smeralda senza le sovvenzioni ha spiazzato la compagnia di bandiera, che si era aggiudicata la gara e negli ultimi giorni aveva inviato in Gallura tecnici e funzionari per gettare le basi della base a Olbia. Ovviamente la situazione ora si è complicata, perché un conto è garantire i voli su Roma e Milano con una contribuzione pubblica di 5 milioni di euro all’anno, un altro è farlo senza. Di qui la scelta di Alitalia di prendere tempo per fare le sue valutazioni. Fonti della compagnia, infatti, fanno sapere che Alitalia sta verificando se sia redditizio operare sulle tratte Olbia-Roma Fiumicino e Olbia-Milano Linate senza la compensazione originariamente prevista dalla gara. Di più la compagnia non fa sapere, ma difficilmente accetterà di volare senza il contributo pubblico su entrambe le rotte. Alitalia è un’azienda, per di più in amministrazione straordinaria, e non può permettersi di accettare la quasi certezza di non fare utili. E, dunque, sembra escluso che la verifica sulla sostenibilità economica delle rotte dia esito positivo. Perlomeno, per quanto riguarda Milano, mentre su Roma la compagnia di bandiera potrebbe avere qualche aspettativa maggiore.

In attesa che Alitalia faccia le sue valutazioni, il futuro imminente della continuità su Olbia resta incertissimo. La decisione di Air Italy aveva riportato il buonumore nel territorio, anche perché scegliere di garantire la continuità senza compensazione significa credere ancora nella città in cui la compagnia è nata. E dove ancora ci sono 600 lavoratori e altrettante famiglie. Ma nessuno si aspettava che Alitalia, nonostante si fosse aggiudicata la gara, potesse decidere di restare in pista. Di qui gli appelli dei sindacati al passo indietro della compagnia di bandiera. Dalla Cgil alla Cisl, dalla Uil alla Ugl, all’Anpav, si sono tutti appellati al governo, in particolare ai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, affinché intervengano per scongiurare lo sbarco di Alitalia a Olbia. Tutti a sottolineare il paradosso di una compagnia in amministrazione straordinaria che decide di volare comunque senza le sovvenzioni pubbliche. Anche l’assessore uscente Carlo Careddu, che in questi mesi si era battuto perché Air Italy non si disimpegnasse dal territorio, si è rivolto direttamente a Toninelli per chiedergli garanzie sulla permanenza a Olbia dell’ex compagnia dell’Aga Khan.

Insomma, i cieli di Olbia sono a rischio caos. E soprattutto lo saranno dal 31 marzo, quando scadrà la vecchia continuità territoriale. Perché per l’avvio della nuova bisogna aspettare il 17 aprile. Un buco di 15 giorni che fino a qualche giorno fa sembrava risolto con la disponibilità di Alitalia a coprire quei voli. Disponibilità che faceva seguito al rifiuto di Air Italy. Sono passate poche settimane, ma era un’altra epoca. Air Italy non aveva ancora deciso di accettare la continuità senza compensazione, superando di fatto Alitalia. A questo punto

è molto probabile che la compagnia di bandiera ritiri la sua disponibilità a colmare la vacatio dal 1 al 16 aprile e che subentri subito Air Italy. Ma tutto dipende da quale valutazione farà Alitalia sulla continuità territoriale senza aiuto pubblico.

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