I balneari al governo: favorevoli a pagare di più

Del Giudice, Sib: «Ma prima bisogna uniformare i canoni di tutte le concessioni Bene la proroga per gli stabilimenti fino al 2034, sbaglia Nizzi a opporsi»

SASSARI. Erano pronti a smontare controvoglia chioschi e torrette dalle spiagge, l’estate alle porte per loro sarebbe stata la penultima: l’Europa così aveva deciso. Ma a lanciare il salvagente ai balneari è stato il governo Lega-5 stelle che ha spostato la scadenza delle concessioni di 15 anni. Dal 2020 al 2034. Una decisione che l’Italia sconterà in termini economici, perché è certo che la Ue le farà pagare salato il mancato rispetto della direttiva Bolkestein. Ma su questo punto il governo Conte è andato dritto per la sua strada, consapevole che Bruxelles non si limiterà a una bacchettata. E ovviamente la proroga, inserita nella legge di bilancio, ha riportato un grande entusiasmo tra i balneari che da anni convivevano con quella spada di Damocle che si chiama direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Prima l’obbligo di mettere a bando le concessioni entro il 2015, poi la proroga fino al 2020 e infine l’ultima ciambella di salvataggio con l’allungamento delle concessioni fino al 2034.

Olbia contro. Tutto a posto. O forse no. Perché se è vero che la legge di bilancio ha stabilito la proroga, c’è chi è convinto che la legge di bilancio verrà cassata perché in contrasto con la normativa europea. È il caso del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che ha dato vita a un feroce braccio di ferro con i balneari. Una presa di posizione bacchettata anche dall’ex ministro Maurizio Gasparri, forzista come lui, e dal ministro Gian Marco Centinaio. «È l’unico sindaco che si sta opponendo alla proroga, è il solo a essersi messo di traverso – spiega Claudio Del Giudice, segretario regionale del Sib, sindacato dei balneari –. Ma questa situazione si sarebbe evitata se il ministro ci avesse dato retta quando è stata decisa la proroga. Noi balneari avevamo raccomandato a Centinaio di emanare una circolare per le regioni e i Comuni. In realtà, i sindaci si dovrebbero attenere alla proroga già da adesso, visto che è una legge dello Stato, ma una circolare sicuramente ci sarebbe venuta incontro. Ma sappiamo che il ministero vi sta provvedendo. A breve avremo una determina a cui dovranno attenersi agenzie del demanio, regioni e comuni».

Briatore all’attacco. In Sardegna le concessioni balneari sono circa 900, di cui due terzi a uso turistico ricreativo. La maggior parte di lettini e ombrelloni occupano le spiagge della Gallura, Alghero e della zona di Cagliari, ma negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento in Ogliastra. C’è chi dice che sono troppe, e c’è anche chi sostiene che lo Stato pretenda troppo poco dai balneari. È il caso di Flavio Briatore, che in Versilia ha in concessione il Twiga di Forte dei marmi. «Andrebbe aumentato il canone d’affitto – ha dichiarato mister Billionaire alle Iene –. Si dovrebbe pagare di più, circa cinque-sei volte la cifra attuale». «Briatore scopre l’acqua calda – dice Del Giudice –. Ma non può mettere tutti sulla stessa barca. È vero che il suolo demaniale si paga poco, noi balneari lo diciamo da anni. Noi sappiamo anche come lo Stato potrebbe guadagnarci di più, ma le nostre proposte sono sempre rimaste inascoltate».

La proposta. Oggi a fare la differenza è la facile o difficile rimozione della struttura. «Io, per esempio, sono un pertinenziale e a parità di servizi e metri quadri pago il triplo rispetto a chi è titolare di una struttura che può essere rimossa più facilmente. Se vogliamo cambiare le cose bisognerebbe uniformare tutte le concessioni, indipendentemente dalla fattezza delle costruzione. Se uno decide di lasciarla tutto l’anno allora lo Stato la consideri di difficile rimozione, se invece la rimuovo a fine stagione allora sarà ritenuta di facile. Così lo Stato può esigere di più. In Liguria funziona così».

Il caso Sardegna. Nell’isola, però, questo sistema si scontra con un mercato prettamente estivo. «Noi purtroppo non riusciamo a sfruttarle d’inverno. Rispetto alla Versilia
siamo un mercato giovanissimo. E infatti lì mai troverai un sindaco contro i balneari, il turismo dei bagnanti è un volano per l’economia regionale. Ma in teoria dovrebbe esserlo anche qui visto che ho clienti che da oltre 40 anni frequentano il mio stabilimento a Golfo Aranci».



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