Olbia, Air Italy a un passo dalla nuova Ct1

Gestirà il periodo di buco dal 1° al 16 aprile. Scontata l’aggiudicazione delle rotte per Roma e Milano

OLBIA. Sulla pista dell’aeroporto olbiese non andrà in scena nessun duello aereo. Alitalia batte in ritirata e Air Italy comincia a piazzare le sue bandierine. Ormai sembrano non esserci più dubbi sul fatto che sarà l’ex Meridiana a gestire le rotte della continuità territoriale che collegano Olbia con Roma e Milano. Il segnale che spazza via qualsiasi incertezza è questo: dopo il passo indietro della compagnia di bandiera, Air Italy ha ricevuto dalla Regione l’autorizzazione a tappare il buco dei sedici giorni compresi tra la fine della vecchia Ct1 e l’avvio di quella nuova. Dal 1° al 16 aprile sarà Air Italy a volare dall’aeroporto Costa Smeralda per Fiumicino e Linate. I biglietti sono già in vendita sul sito del vettore. Per quanto riguarda il dopo ancora non c’è nulla di ufficiale, ma la compagnia con sede a Olbia sta solo attendendo l’autorizzazione da parte della Regione a volare anche dal 17 aprile in poi.

Situazione capovolta. La situazione è stata ribaltata nel giro di una settimana. A gennaio Alitalia aveva vinto il bando della Ct1 e si era clamorosamente aggiudicata le rotte Olbia-Roma e Olbia-Milano. La compagnia di bandiera aveva fatto suo anche il mini-bando per coprire il buco dei primi sedici giorni di aprile. Ma il 12 marzo Air Italy, dopo alcune settimane incandescenti, aveva annunciato di accettare per un anno gli oneri di servizio pubblico senza però ricevere le compensazioni economiche. Alitalia, che continuerà a volare da Cagliari e Alghero, in un primo momento sembrava pronta a rilanciare e a rinunciare anche lei ai soldi pubblici. Una situazione che sarebbe sfociata nel caos più totale a poche settimane dal via della stagione turistica. I sindacati e anche l’assessore regionale uscente ai Trasporti Carlo Careddu avevano espresso tutta la loro preoccupazione. Alla fine Alitalia, compagnia in amministrazione controllata e che di certo non può permettersi di rinunciare ai soldi pubblici, ha ritirato la sua disponibilità a coprire il buco di aprile e non ha presentato nessuna contromossa per la vera Ct1.

Orgoglio olbiese. A Olbia festeggiano i lavoratori, che con la perdita delle rotte per Roma e Milano temevano la chiusura della base e il trasferimento o il licenziamento. La compagnia gallurese mette in mostra le sue radici sarde. Sulla pagina Facebook del vettore ieri è anche comparso un logo stilizzato dove si legge «Olbia» e poi «orgogliosi di servire la Sardegna da oltre 50 anni». Anche le parole del direttore operativo Rossen Dimitrov vanno nella stessa direzione. «La decisione di coprire il periodo dal 1° al 16 aprile è conseguente alla scelta, assunta il 12 marzo, di accettare gli oneri di servizio pubblico, per un anno a partire dal 17 aprile, senza compensazione – afferma Dimitrov -. Attendiamo di ricevere dalle autorità competenti, il più presto possibile, un riscontro alla nostra proposta di operare senza compensazioni, in modo da poter mettere in vendita i voli a vantaggio dei residenti in Sardegna e del supporto all’economia legata al turismo, in particolare in occasione delle vacanze pasquali». E infine: «Olbia ospita la sede di Air Italy e noi continueremo a preservare le radici della società nata qui oltre 50 anni fa. Noi siamo orgogliosi di questa lunga storia, che ha creato sviluppo sociale ed economico e formato centinaia di professionisti del trasporto aereo nazionale».

I sindacati. I rappresentanti dei lavoratori hanno già esultato. Il timore era quello di una ennesima e sanguinosa vertenza. Marco Bardini, dell’Anpav, adesso chiede di alzare il tiro: «Apprezziamo
lo sforzo per assicurare la permanenza a Olbia. Ora l’auspicio è che il nuovo piano industriale approfitti della crescita vicino alle due cifre del traffico dell’aeroporto di Olbia, affinché Air Italy torni a essere ambasciatrice dell’isola come quando si chiamava Alisarda e Meridiana».

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