L'appello di Paolo Palumbo, 21enne oristanese malato di Sla: non fatemi morire

Chiede allo Stato di introdurre una nuova terapia e annuncia lo sciopero della fame. Sos a Mattarella

ORISTANO. Paolo fissa il puntatore oculare, Rosario gli sta accanto, come sempre. Hanno la stesso sguardo i due fratelli Palumbo di Oristano, lo stesso obiettivo. Sono pronti ad andare sino in fondo: Paolo annuncia lo sciopero della fame a oltranza, sino a quando non arriveranno risposte. In 4 minuti, raccontati in un video su Facebook, Paolo chiede aiuto per non morire, per non lasciare che la Sla se lo porti via. E Rosario chiede di salvarlo, questo fratello amatissimo. Per questo si rivolge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sa quanto è forte il dolore per la perdita di un fratello. Paolo fa una premessa: «Quello che ascolterete è il messaggio di un ragazzo arrabbiato».

Poi: «Sono Paolo, ho 21 anni e convivo con la Sla da tre anni, una malattia che lentamente mi ha tolto tutto, sino a fare di me un corpo immobile costretto ad una sedia tutto il giorno. Ma la Sla non è l’unica malattia contro cui combatto, perché in questo lungo periodo mi sono ammalato di nuovo. Mi sono ammalato nello spirito, ogni volta che una promessa fatta non è stata mantenuta». Il messaggio entra nel vivo, Paolo ricorda quando nel 2017 ebbe l’onore di incontrare l’ex presidente americano Barack Obama «che mi offrì di andare in America dove avrei potuto sperimentare una nuova costosissima terapia per la Sla di nome Brainstorm». Paolo rifiutò il suo invito «perché non volevo lasciare sole le persone come me, perché nella malattia la priorità non ce l’ha una persona ma ce l’hanno tutti i malati».

Per questo Paolo si rivolge allo Stato italiano per chiedere di rendere le cure accessibili a tutti: «Per portare Brainstorm in Italia basterebbe un investimento di cinque milioni di euro, nulla in confronto ai soldi che vengono buttati negli stipendi d’oro e nelle opere lasciate a metà. Eppure per avere accesso a quella terapia un malato deve sborsare mezzo milione di euro, volare negli Stati Uniti o in Israele, affrontare un viaggio insostenibile per le sue condizioni e sperare che gli vada tutto bene». Poi Paolo si rivolge al ministro Di Maio: «Quale ricerca state finanziando? Dove sono gli impegni presi durante le campagne elettorali? Io non sto vedendo nessun cambiamento nella mia vita, nessuna speranza, nessuna rassicurazione. Ripeto la domanda: dov’è lo Stato? Mi rivolgo a tutti coloro che mi seguono ed alle persone del mondo dello spettacolo e dello sport: diffondete il mio messaggio, perché le malattie non fanno distinzione di ceto sociale».

Poi l’annuncio: «Da questo momento inizierò uno sciopero della fame, che durerà fino a quando non vi deciderete a concretizzare le vostre promesse. Ora mettetevi una mano sulla coscienza, sempre che ne abbiate una». Paolo è deciso ad andare avanti e lo sa bene anche il padre Marco: «Siamo molto delusi perché diverse persone ci avevano assicurato che sarebbe stato possibile accedere in Italia alla terapia

offerta in Israele. Ma nessuno ha mantenuto le promesse e andare in Israele al momento è proibitivo. Lo Stato italiano dovrebbe acquisire il brevetto e avviare la sperimentazione in Italia». Questo chiedono Paolo e Rosario, per provare a vedere il futuro oltre il buio. (silvia sanna)

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community