La missionaria ostetrica premiata da Francesco

L’85enne suor Maria Concetta ha fatto nascere più di 33mila bambini in CongoIl Papa le ha assegnato un’onorificenza pontificia dopo l’udienza in Vaticano

SASSARI. La loro amicizia è nata quattro anni fa quando, a bordo di una canoa, lei ha viaggiato dal Congo alla Repubblica Centrafricana per incontrarlo. Ieri si sono trovati nuovamente, questa volta a Roma, dove Papa Francesco ha ricevuto suor Maria Concetta Esu, missionaria 85enne originaria di Villasor, al termine dell’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Papa le ha consegnato un’onorificenza pontificia dopo un lungo scambio di battute e le ha dedicato un intervento in cui l’ha ringraziata “per tutto il lavoro fatto in mezzo alle sorelle e ai fratelli africani, al servizio della vita, dei bambini, delle mamme, delle famiglie”. Perché di lavoro, suor Maria Concetta, ne ha fatto tanto. Un impegno che potrebbe sintetizzarsi con un solo, riduttivo per quanto imponente, numero: la missionaria sarda ha fatto nascere 33mila bambini, il che spiega perché Maria Concetta abbia da tempo perso la sue generalità a favore di un più rapido e iconico “Mamà Maria”, come la chiamano tutti da anni nella Repubblica democratica del Congo.

La missione. La vocazione della missionaria di Villasor è arrivata quando era molto giovane. Aveva appena 19 anni quando è entrata a far parte della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni. Un destino che l’ha unita al fratello Giulio, ordinato sacerdote nel 1961 e parroco del Sacro Cuore di Gesù, a Cabras, dal 1985. Maria Concetta, però, ha trovato la sua dimensione parecchi chilometri più a Sud, oltre il Mediterraneo e oltre il deserto del Sahara. Era il 1956 quando la giovane ha lasciato al Sardegna per portare la sua fede e le sue competenze da infermiera nel Congo Belga, l’attuale Repubblica democratica del Congo che, sessant’anni fa, si apprestava a diventare uno dei luoghi più insicuri del pianeta.

La missione. Per molti il Congo o, meglio, lo Zaire (come era stato ribattezzato dal dittatore Mobutu) degli anni 60/70 non era altro che lo Stato che aveva organizzato l’incontro di boxe più famoso della Storia, l’epica Rumble in the jungle tra Muhammad Alì e George Foreman. Per chi ci viveva, invece, era il Paese in cui 5 ministri accusati di alto tradimento vennero giustiziati alla stadio di Kinshasa davanti a migliaia di spettatori. Lo Zaire era lo Stato di un presidente ossessionato dal culto della personalità, la sua, che stringeva amicizie con altre figure “nere” della Storia, come il dittatore romeno Nicolae Ceausescu. E tra le cose che Mobutu sopportava con più fatica c’erano proprio i missionari cattolici, tra cui una giovanissima suor Maria Concetta che non fu esente dalle follie autoritarie del presidente-dittatore. Come quando un gruppo di militari la rapì e la rinchiuse in una stanza per farsi consegnare denaro, che ovviamente non aveva, sotto la minaccia delle armi. Mamà Maria aveva sulle spalle una bimba di tre mesi che posò a terra, convinta di non uscire mai più da quella stanza. Uno dei militari, però, la riconobbe e pregò i colleghi di risparmiare quella donna “che faceva nascere i loro figli”.

L’incontro con Francesco. Ecco perché chi la conosce da anni, come uno qualsiasi dei suoi “migliaia” di figli, non si sarebbe mai stupito nel vedere una donna di 81 anni con in braccio una bimba di 4, che la chiamava “nonna” in italiano, impegnata nell’attraversare in canoa il fiume Ubangi per raggiungere Bangui dove, nel 2015, Papa Francesco, ha aperto la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Poi, Francesco ha incontrato i missionari tra cui proprio Mamà Maria che ha stupito il Papa con il racconto delle sua vita e con la descrizione del viaggio affrontato per raggiungere Bangui. Parole che il Pontefice non ha dimenticato e che ha raccontato più e più volte dopo il suo rientro a Roma, spesso come esempio in grado di definire il significato cattolico del termine “missione”. Un esempio incarnato da suor Maria Concetta, missionaria nell’Africa più remota e pericolosa da più di sessant’anni.

La missionaria. Maria Concetta è una donna minuta che non dimostra la sua età. A Roma è arrivata in compagnia della madre superiora Maria Luciana Zaru, anche lei sarda. «È Dio che dà la vita – ha detto Mamà Maria dopo l’udienza in Vaticano –. Io sono solo il primo strumento nelle sue mani». Ed è stata lei, infatti, a passare alle madri i 33777 bambini che ha fatto nascere con la sua esperienza da infermiera prima e da esperta ostetrica poi. Ha
visto crescere generazioni di bimbi e non ha intenzione di smettere perché, nonostante l’età, Suor Maria Concetta è già pronta e ritornare in Africa: «Ho dato la mia vita all’Africa e in Africa lascerò le mie ossa», ha detto quella che sarà ricordata come un esempio, e come Mamà Maria.

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