Continuità territoriale, Regione e ministero aggrappati ad Alitalia

Se volerà senza compensazioni su Cagliari e Alghero, la Ct1 andrà avanti. Dal dicastero dei Trasporti non fermano il nuovo regime che parte il 16 aprile

SASSARI. Da ospite quasi indesiderato a ultimo difensore della libertà dei cieli. Il destino di Alitalia si è ribaltato in meno di 20 giorni. Solo un paio di settimane prima l’assegnazione delle rotte da Olbia per Roma e Milano aveva scatenato una specie di rivolta di politici e sindacati in difesa della base di Air Italy. E la mobilitazione generale aveva portato la compagnia con sede a Olbia ad accettare di coprire per un anno le tratte in continuità dal Costa Smeralda senza compensazione. Una perdita secca di 5 milioni di euro di contributi pubblici. Con l’addio di Alitalia e il problema di riproteggere i 37mila passeggeri in arrivo da voli intercontinentali e internazionali che avevano prenotato il volo su Olbia.

Oggi tutti attendono che Alitalia decida cosa fare. Solo il sì della compagnia di Stato potrebbe salvare la continuità. Dopo il ricorso di Ryanair e il faccia a faccia tra il governatore Christian Solinas e i commissari si è materializzato il rischio dell’avvio di una procedura di infrazione.

Solo se Alitalia, come ha già fatto Air Italy su Olbia, accettasse di volare senza compensazioni si potrebbe andare avanti senza nessun pericolo. Verrebbero meno le compensazioni, in altre parole l’oggetto del ricorso di Ryanair.

Solinas ha detto che congelerà la nuova Ct1, ma di fatto non lo può fare. Solo il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha firmato il decreto che ha dato vita alla nuova Ct1 può congelare o revocare i bandi.

Ma per ora il ministero decide di non decidere. Toninelli sceglie la via della prudenza assoluta. Dagli ambienti del Ministero spiegano in modo informale che la nuova Continuità non verrà congelata per ora. Si aspetta la scelta di Alitalia. L’ultimo giorno utile è l’8 aprile. Entro quella data le compagnie potranno accettare di fare la Ct1 senza compensazione. Ma con molta probabilità la decisione avverrà prima.

Perché l’alternativa è il caos. La nuova Ct1 parte il 16 aprile. Tutte le compagnie da tempo hanno già messo i biglietti in vendita. Facile pensare cosa potrebbe accadere se venisse revocata. Migliaia di persone che all’improvviso si troverebbero senza volo e senza possibilità di essere riprotetti. E davanti il caos giuridico e amministrativo di una macchina già avviata che non sembra possibile fermare. Questo il ministero lo sa e per questo non può revocare i bandi. Difficile che si sfidi l’Europa sul principio della difesa della mobilità dei sardi. Più facile che si prenda tempo con le compagnie pronte a volare per un anno senza compensazioni e con l’ipotesi che in ogni caso sia più conveniente volare senza un euro di contributo con la nuova continuità piuttosto che continuare con la vecchia.

Le tariffe. Il motivo è semplice. Con la vecchia Ct1 residenti e turisti volano tutti con la stessa tariffa agevolata per 10 mesi all’anno: una cinquantina di euro più le tasse aeroportuali. Con la nuova Ct1 la tariffa unica scomparirà, come imposto dall’Europa, ma le compagnie potrebbero fare molta più cassa. Perché la maggior parte dei passeggeri non sono residenti e pagheranno una doppia tariffa. Tanto per fare un esempio concreto sull’Oblia-Fiumicino i residenti pagheranno 41,75 euro più tasse, i non residenti fino a 83,50 euro nel periodo che va dall’1 ottobre al 31 maggio. Dal 1 giungo al 30 settembre i non residenti potranno pagare fino a 125,25 euro più le tasse. Per l’Olbia-Milano i residenti avranno una tariffa fissa a 51,14 euro, i non residenti nelle due fasce potranno pagare massimo 102,28 euro

in bassa stagione, e massimo 153,43 euro in estate. Facile capire perché le compagnie potrebbero trovare in ogni caso più conveniente volare senza compensazioni ma con la nuova continuità piuttosto che andare avanti con la vecchia Ct1. (l.roj)

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