No ad Abbanoa, vincono 29 Comuni

La Consulta dà il via libera alla gestione autonoma del servizio idrico integrato

CAGLIARI. I 29 Comuni ancora fuori da Abbanoa hanno stravinto. La Corte costituzionale ha deciso che «mai potranno essere costretti a far parte di un gestore unico se continueranno a garantire in proprio l’intera filiera dell’acqua: approvvigionamento, depurazione e distribuzione». È un vero trionfo per Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burcei, Burgos, Capoterra, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant'Anna Aresi, Santulussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villasimius e Villagrande Strisali. Sono questi i Comuni del consorzio autonomo Gasi, presieduto dal mai domo Domenico Gallus, sindaco di Paulilatino e consigliere regionale, prima messo sotto pressione dalla Regione, ma capaci di non essere risucchiati nel «mostro Abbanoa», come l’hanno sempre chiamata. Allora c’erano riusciti con una leggina approvata nel 2017 dal Consiglio regionale, nonostante avessero allora un bel po’ di partiti e burocrazia contro. Ma subito dopo la stessa leggina era stata impugnata dal Governo, che l’aveva ritenuta una concessione immotivata, ribadendo che la normativa nazionale non «ammette la gestione diretta dell’acqua da parte dei Comuni, ma solo quella controllata d unl gestore unico». La Corte ha risposto però picche
alle contestazioni del Governo, che aveva chiamato in causa la Regione proprio per eccesso di potere. A questo punto, non ci possono essere più dubbi: «I nostri 29 Comuni potranno continuare a stare a pieno titolo alla larga da Abbanoa», è stato il commento di Domenico Gallus. (ua)

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