Zedda saluta Cagliari: «Lascio una città rinata»

Sindaco per 8 anni, da giovedì siederà tra i banchi dell’opposizione in Regione «Conti a posto, 300 milioni d’investimenti. Il mio successore continui così»

CAGLIARI. Starà sempre in via Roma, sempre sopra i portici. Cinque minuti a piedi tra la vecchia e la nuova postazione di lavoro. Ma c'è una differenza sostanziale: negli ultimi otto anni ha fatto il sindaco, dai prossimi giorni farà il consigliere regionale. L'ultimo passo in Comune di Massimo Zedda è stato l'addio: giovedì prossimo sarà già tempo di sedersi tra i banchi dell'opposizione. Mentre a Cagliari sarà l'ora del commissario e della corsa per la successione: i nomi già in campo sono quelli di Paolo Truzzu (Fdi) per il centrodestra e Francesca Ghirra (Campo progressista) e Matteo Lecis Cocco Ortu (Pd) per le probabili primarie del centrosinistra.

Il successore. «Chi prenderà il mio posto – ha detto nell'ultima conferenza stampa del suo mandato (lui seduto nella zona dei consiglieri insieme a giunta e staff, i giornalisti nelle poltrone della giunta) – dovrà andare nella direzione di aggiungere idee ed espressioni nuove nel governo della città, chiunque in politica arriva cercando di dimostrare di voler cambiare in meglio le condizioni di vita dei cittadini: è questo lo slancio che serve». Quanto ai possibili successori nel centrosinistra Zedda ha parlato di due possibili scenari. «O si individua una figura che possa interpretare le necessità e i bisogni della città, oppure servono le elezioni primarie».

Bordate al centrodestra. «In tre si vedono e attribuiscono le città e le regioni come se stessero giocando a Risiko. E questo nuoce al candidato, anche se fosse il migliore dei candidati». Il riferimento è all’indicazione di Truzzu candidato del centrodestra arrivata da Arcore, dall’incontro Salvini-Berlusconi- Meloni.

Conti a posto. Zedda ha parlato del più basso indebitamento pro-capite tra i Comuni italiani, addirittura pari allo zero per quanto riguarda la Città metropolitana, 280 milioni di euro in cassa, e investimenti pari circa a 300 milioni. Zedda ha citato gli interventi più importanti della sua amministrazione. Su tutti, uno immateriale. «Abbiamo consentito ai cagliaritani di andare orgogliosi non solo della loro città dal punto di vista ambientale ma anche delle sfide che hanno portato il capoluogo alla ribalta». Poi, «i tanti investimenti, le iniziative con risorse date ai servizi sociali, sport, cultura e spettacolo, la riqualificazione dei tanti luoghi in città». Tra questi il rilancio del Poetto. «Un luogo che ho visto deturpato, dopo il ripascimento non ci ho messo più piede per cinque anni . Era una ferita che sentivo aperta in ogni animo dei cagliaritani». Quanto al futuro, «passa dalla riqualificazione di aree e luoghi che non sono di proprietà del Comune». Zedda pensa «all'Ospedale Marino, il nuovo e il vecchio, le zone di Calamosca, dei presidi militari come il deposito dell'Aeronautica sotto Monte Urpinu, Buoncammino, il Palazzo delle Scienze e la Clinica Macciotta,
l'ospedale Civile, la fossa di San Guglielmo, Tuvixeddu e Tuvumannu, gli spazi delle ferrovie. Serve uno sforzo degli enti proprietari , Regione e Stato, che determinino con lo sblocco di investimenti la riqualificazione di questi luoghi: da qui passa lo sviluppo della città di Cagliari».

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