Battaglia sui voli da Olbia tra Air Italy e Alitalia

La compagnia di bandiera accetta di volare senza compensazione. L’ex Meridiana: «Costretti a rivedere i nostri impegni». Silenzio del ministero

CAGLIARI. Serve un giocatore di scacchi con il cuore più freddo dell'Antartide per vincere la partita della Continuità territoriale. Per i sardi il rischio è che volare diventi un salto nel vuoto. Perché la nuova Ct1 è sempre più un enigma.Due binari. Manca solo l'ufficialità, che con molta probabilità arriverà giovedì a Roma nell'incontro Solinas-Toninelli, ma si va verso una doppia continuità. A Olbia entrerà in vigore la nuova dal 17 aprile. A Cagliari e Alghero sarà prorogata la vecchia, con Alitalia pronta a portarla avanti. Anche in questo caso manca l'ufficialità, ma esiste una disponibilità.

Olbia caos. Ma anche la nuova Ct1 su Olbia è diventata un caso. Alitalia, un po' a sorpresa, sul filo di lana ha annunciato che è pronta anche lei a coprire le rotte per Roma e Milano senza compensazione. Un annuncio che ha colto di sorpresa Air Italy, convinta di essersi ripresa le rotte dopo il pasticcio fatto con i bandi. I maligni pensano a una guerra commerciale tra i due vettori aerei. E forse c'è anche questo. Ma la compagnia di bandiera, che vola grazie a un prestito ponte ed è in amministrazione controllata, deve giustificare ogni euro speso. E in una nota spiega perché ha deciso di volare su Olbia senza compensazioni. Una specie di analisi "costi benefici" ha spinto Alitalia a fare rotta sul Costa Smeralda. «La decisione è stata presa per onorare gli impegni e tutelare migliaia di passeggeri (54mila, di cui oltre 6mila provenienti dall'estero) che hanno già prenotato voli Alitalia con arrivo e partenza su Olbia. Un numero di viaggiatori molto rilevante per l'economia della Sardegna, in particolare per quanto riguarda i flussi del turismo internazionale». Alitalia spiega anche di avere deciso di ritornare a Olbia anche perché in questi mesi ha investito ingenti risorse per promuovere la rotta. A questo la compagnia dovrebbe aggiungere i costi per riproteggere i passeggeri e quelli degli investimenti per creare la base a Olbia, aerei e personale. Ora dovrà sedersi a un tavolo con Air Italy per dividersi le rotte.

Air Italy rischio addio. Air Italy la prende malissimo. La compagnia aveva deciso di fare le rotte senza compensazione da Olbia anche per un senso di responsabilità verso i dipendenti e il territorio. Dopo il pasticcio sui bandi e la vittoria di Alitalia i sindacati e la politica avevano chiesto un segno concreto di attaccamento all'isola. Air Italy aveva accettato di rinunciare ai 5 milioni di euro di compensazione. Ma la contromossa di Alitalia ora dimezza le rotte disponibili. E Air Italy non fa nulla per nascondere la sua irritazione e fa capire di essere pronta a cambiare rotta e andare lontano dall'isola. «Air Italy ha accettato di operare le due rotte senza compensazione, prevedendo un onere finanziario significativo per l'azienda al fine di proteggere il proprio personale e l'investimento realizzato in Sardegna negli ultimi 50 anni. Ma Air Italy è una società privata finanziata solo azionisti, è impossibilitata a competere con una compagnia aerea che, trovandosi in amministrazione straordinaria, sta accettando di volare senza compensazione grazie al prestito ricevuto dal Governo. A partire da oggi la compagnia farà un'urgente valutazione dell'impatto della decisione di Alitalia e farà un'immediata verifica delle possibili opzioni in grado di proteggere il proprio personale di Olbia». In altre parole fa capire di essere pronta ad andare via.

I latitanti. In questo caos manca del tutto la politica. Toninelli ha fissato un incontro per giovedì. Ma in questi mesi non ha mai preso posizione. Solinas ha già detto che chiederà lo stop alla nuova Ct1 su Alghero e Cagliari e la proroga di quella attuale. Ma la mossa potrebbe portare ancora maggiore caos. Il deputato M5s Nardo Marino non nasconde la preoccupazione. «Credo che la Regione debba convocare prima possibile il tavolo tecnico con le due compagnie, come espressamente previsto dal decreto sulla continuità. A nessuno interessa creare il caos nei collegamenti da e per Olbia». Duro il consigliere regionale Pd Giuseppe Meloni. «È incredibile come Alitalia, che sopravvive solo grazie a un prestito ponte (e che peraltro non riesce a restituire), possa innescare una "guerra dei cieli" contro Air Italy. Tutto questo accade mentre la Sardegna non ha ancora, a distanza di un mese e mezzo dalle elezioni, una giunta».

Sindacati. Anche i sindacati sono in allarme. Il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu è durissimo. «Da Alitalia motivazioni pretestuose. Dietro questa formalizzazione pare chiaro che ci possa essere la mano lunga del governo nazionale e regionale che vorrebbero cancellare con un solo colpo di spugna tutto quanto conquistato da 20 anni con la Ct1. Da oggi si delineano scenari disastrosi». Critico anche il segreario Uiltrasporti William Zonca. «La Sardegna ha bisogno di chiarezza e certezze, Alitalia e Airitaly trovino un accordo». Il segretario regionale Ugl Trasporto Aereo, Nicola Contini accusa. «La decisione di Alitalia è in evidente contraddizione

con i voli che opererà da Cagliari ed Alghero. La suddivisione dei voli rischierà di mettere a repentaglio i livelli occupazionali sullo scalo di Olbia». Il segretario Anpav Marco Bardini parla della Ct1 come di un ginepraio inestricabile e chiede un immediato incontro con Solinas.

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