Enoturismo nelle cantine, anche la Sardegna verso il boom

In tutta Italia il mercato vale tre miliardi di euro per quindici milioni di presenze. Cadeddu, Sella&Mosca: potenzialità enormi. Ruggero, Siddùra: esperienza unica

VER0NA Il presente interessante, il futuro prossimo entusiasmante. La cronologia variabile del vino è come un abbinamento, dove il risultato si chiama enoturismo. Il turismo del vino, capace di integrare domanda e offerta intorno alle qualità indiscutibili di una regione come la Sardegna: grandi vini, cibo di qualità, identità, vocazione e soprattutto cantine bellissime. Un tempo in cantina il vino si produceva, al limite si stappava qualche bottiglia per venderla al cliente. Ma la cantina era quasi una fabbrica, le visite non erano contemplate e il turismo si faceva in altri luoghi. Ora il vento è cambiato e soffia forte sul turismo enologico, un settore che a livello nazionale vale tre miliardi di euro su un bacino di 15 milioni di visitatori l’anno. Anche le cantine sarde se ne sono accorte e hanno capito di poter sviluppare un business parallelo, che, accompagnato a una futura selezione di clientela su target di offerta, potrebbe garantire introiti non significativamente inferiori a quelli della vendita del vino. Anzi, spesso, accompagnandola.

Sella&Mosca. Il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, proprio al Vinitaly ha incontrato i rappresentanti del Movimento turismo del vino. Per le cantine inserite in aree Docg, come quella del Vermentino della Gallura, Doc e Igt significa poter servire i vini, fare esperienze didattiche e ricreative, aprire l’esperienza della vendemmia ai turisti. In questo senso le Tenute Sella&Mosca, recentemente passate da Campari a Terra Moretti Vino, rappresenta un’azienda che ha saputo precorrere i tempi. «Parliamo di un settore dalle potenzialità enormi, fino a 15 anni fa eravamo in pochi, serviva una sala degustazione, conoscere le lingue e saper raccontare l’azienda – spiega Anna Cadeddu, responsabile dell’ospitalità dell’azienda vinicola con sede ad Alghero -. Pensiamo di avere tanto futuro davanti a noi, con un gruppo nuovo che vuole rilanciare l’azienda puntando anche sulla ricettività». Da un anno, con la legge di bilancio 2018, ma più di recente con i decreti attuativi, l’enoturismo è stato riconosciuto e disciplinato. Potendo far leva sulle bellezze del territorio e sulla cultura dell’accoglienza, l’enoturismo offre ampi margini di crescita e sviluppo a tutto il comparto vinicolo.

Il boom. «In Sardegna negli ultimi anni le cantine sono aumentate in maniera esponenziale, crediamo che la creazione di una nostra struttura ricettiva possa dare più valore al nostro terroir, trasmettere l’importanza di conoscere tutta la Sardegna – spiega la Cadeddu –. I vini sono tantissimi, vini buoni ce ne sono ovunque. Quello che non si dimentica è chi gli ha fatto conoscere il territorio». Allargare l’esperienza di vivere la Sardegna a un pubblico esigente ma ricettivo. Siddura di Luogosanto conferma questa tendenza, cantine giovani che hanno già raggiunto valori, fama e prestigio, basi per potersi dedicare all’accoglienza, rispondendo a una richiesta sempre crescente. «Diventare viticoltori, almeno per un giorno, è l’esperienza che desideriamo offrire ai visitatori – sottolinea Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra –. Per un giorno ci si dimentica dei ritmi frenetici della città e si vive immersi nella campagna. È una esperienza che fa bene al corpo e allo spirito, qualcosa di unico che valorizza anche il nostro territorio». Il cliente può partecipare alla raccolta delle uve, scoprire i metodi di coltivazione e lavorazione e poi degustare l’intera linea dei vini in un antico stazzo gallurese.

La qualità. Il turismo del vino è già una carta vincente, visto che il settore arriva da un anno record, con le prime stime ufficiali dell’Istat che confermano come nel 2018 l’Italia abbia superato la soglia dei 20

milioni di ettolitri tra Doc e Docg su una produzione totale di oltre 50 milioni. Nel mondo enologico anche la Sardegna ha fatto la sua parte, con una produzione di 380 mila ettolitri di vino di qualità. Ora si attende il salto di qualità, con un occhio alla qualità e uno agli incassi. (l.s.)

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community