I ribelli anti-Abbanoa: vogliamo l’Egas

Legittimati dalla Consulta, i 28 Comuni chiedono un posto nell’ente di gestione

CAGLIARI. Non sono più solo ribelli per passione e cocciutaggine. Adesso dalla loro ora c’è anche la legge. Qualche settimana fa la Corte costituzionale ha certificato che i 28 Comuni del consorzio Gasi, alternativo ad Abbanoa, potranno gestire da soli l’acqua finché lo vorranno. Da Paulilatino a Santulussurgiu, da Tertenia a Bottida e via discorrendo hanno festeggiato alla grande «la storica sentenza», fanno sapere. Però, subito dopo, hanno alzato il tiro: «Vogliamo entrare in Egas (è l’ente politico che controlla i finanziamenti), perché le nostre comunità hanno diritto di dire la loro e ottenere quei contributi che finora ci sono stati solo per punirci». Lo ha detto Domenico Gallus, presidente del Consorzio e consigliere regionale di Sardegna 20Venti, nel presentare la lista del Gasi che parteciperà alle elezioni di lunedì a Oristano. «Vogliamo far parte dell’Ente di gestione, l’Egas – ha aggiunto – perché chi per anni ha garantito un servizio migliore ai cittadini, facendoli pagare dal 50 al 70 per cento in meno rispetto alle tariffe imposte da Abbanoa, non continuare a essere tagliato fuori». Il sindaco di Mogoro Omar Hassan, è uno dei candidati della lista, è stato determinato nel dire: «La sentenza della Corte costituzionale ha confermato che siamo noi l’unica alternativa a quell’idromostro che è il gestore unico regionale». Antonello Rubiu, sindaco di Lotzorari, è andato oltre: «Con la nostra determinazione, abbiamo dimostrato che l’acqua è un bene comune che non può e non deve essere negato ai cittadini». Per Piero Andrea Deias, sindaco di Nuxis, «abbiamo vinto una grande battaglia giuridica che ormai è inarrestabile». È stato Giovanni Ruggeri, direttore del consorzio Gasi, a spiegare che «la sentenza della Corte ha ribadito il nostro diritto a gestire la filiera dell’acqua dalla fonte alla distribuzione casa per casa». Ancora: «Noi puntiamo a trasformare Abbanoa in un società che gestisca i grandi sistemi, penso agli impianti di depurazione, ma il rapporto con i cittadini deve ritornare ai Comuni». Un passaggio decisivo ci sarà quando la Regione cederà finalmente gran parte delle azioni che ha nella società di gestione, il 49 per cento, ai Comuni. «È in quel momento – ha sottolineato Ruggeri – che qualcosa potrà davvero cambiare dentro Abbanoa». Per Diego Loi, sindaco di Santulussurgiu e consigliere regionale di Noi con Zedda, ha rilanciato: «Abbiamo dimostrato grande compattezza nell’interesse della gente e continueremo a farlo. Certo, non vogliamo competere con chi è più molto più grande di noi, ma andremo avanti a testa bassa senza fermarci». I Comuni che fanno parte del Gasi sono Aggius, Anela,
Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burcei, Burgos, Capoterra, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant'Anna Aresi, Santulussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villasimius e Villagrande Strisaili.

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