I fratelli Lampis sono stati i primi a crederci

Hanno selezionato solo ovini scuri, ora i loro formaggi sono particolarmente apprezzati nel mercato

ARBUS. Ci hanno creduto e adesso sono considerati a pieno titolo i paladini della resurrezione e della rivalutazione della “pecora nera di Arbus”, su cui hanno puntato tutto nell'attività imprenditoriale: una mini filiera a chilometro zero, con totale produzione in loco. Pecore nere, latte, formaggio e ricotta rappresentano un unicum sotto il marchio “Funtanazza”, località costiera della costa arburese dove i fratelli Mauro e Sandro Lampis, 49 e 45 anni, hanno creato il loro feudo e da dove hanno preso il volo verso il mercato caseario, conquistando una posizione di nicchia con una produzione ridotta, ma di alta qualità.

Nel loro mini caseificio fanno tutto da soli, assistiti esclusivamente dalla tecnologia applicata alle loro pecore, una per una, da quando nascono e finché vivono. Tutto computerizzato, tanto da sapere ogni giorno quanto hanno mangiato, quanto pesano, quanto latte hanno prodotto e se sono sane. Un check-up giornaliero durante la mungitura elettrica, dettato da un microchip sottocutaneo che trasmette i dati al computer.

È l'unico momento in cui le trecento pecore nere del gregge non sono al pascolo brado nei 150 ettari di macchia mediterranea di cui dispongono i fratelli Lampis. «Il latte (e di conseguenza anche formaggio e ricotta) è di primissima qualità grazie all’alimentazione, non viene pastorizzato per non perdere i valori organolettici – spiegano Mauro e Sandro – meglio poco ma speciale».

Quando agli inizi degli anni 90 presero le redini del gregge dal padre
Pietro, le pecore nere erano appena 30, mischiate a quelle bianche. Ma il pallino fisso dei due fratelli era “la pecora nera” e hanno così avviato l’epurazione graduale delle bianche, fino ad arrivare a un gregge tutto nero, quello appunto delle “pecore nere di Arbus”. (lu.on)

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