La pecora nera di Arbus: il bello di essere biodiversa

La razza stava per andare persa ma 20 anni fa è stata riscoperta e rivalutata. Più piccola, ama gli spazi aperti e produce latte di qualità. Il marchio è in arrivo

ARBUS. Trecento pecore nere (di Arbus) con un guardiano bianco: è lui, Babà, di professione cane pastore, a sovvertire i ruoli e costituire nel gregge di cui è protettore la proverbiale “pecora nera della famiglia”. Un diverso fra le diverse, non solo per questioni cromatiche, ma soprattutto perché il fido Babà, meticcio di chissà quali e quante razze canine, non costituisce una biodiversità. Come sono invece le 300 pecore nere del gregge a cui lui, nel pascolo brado dell'entroterra di Funtanazza, sulla costa arburese, fa una guardia spietata e gelosa, quasi sapesse qual è il grande valore scientifico in campo animale che oggi rivestono le sue pecorelle. Il gregge è quello dei fratelli Mauro e Sandro Lampis, diventati un po’ l’emblema della riscoperta di una rarità, quella della “pecora nera di Arbus”.

Importata dal nord Africa. Una specificità che si stava perdendo nel tempo e che solo da una ventina d’anni è stata rivalutata e recuperata, e che adesso viene riconosciuta come un’assoluta biodiversità: la “pecora nera di Arbus” è un capo ovino che si può trovare in quantità ridotta anche in altri territori dell’isola, ma la cui razza – spiegano gli studiosi – deve essere riconducibile al territorio dell’Arburese, dove venne importata nei secoli scorsi dall’originario nord Africa. Nessuna mutazione genetica è stata apportata, si tratterebbe di una selezione naturale che nei pascoli di Arbus si è conservata nel tempo, tanto da poter essere considerata razza autoctona.

Amante degli spazi aperti. Studi condotti dal dipartimento di veterinaria della università di Sassari hanno portato poi a riscontrare in questa specie animale una sua biodiversità. La pecora nera si presenta con un mantello caratteristico di colore scuro, con sfumature tendenti talvolta al rosso cupo e al grigio piombo a seconda del periodo e della lunghezza del vello. È di dimensioni inferiori rispetto alle bianche e, contrariamente a esse, ha le corna e i padiglioni auricolari molto piccoli, se non del tutto assenti. Molto docili e particolarmente “mammone” con i loro agnellini, queste pecore soffrono terribilmente (lo si evince dalla produzione del latte) gli spazi limitati.

Latte di qualità superiore. Sono animali rustici che amano nutrirsi, oltre che di erba fresca, di foglie e di germogli, un po’ come le capre. Dall’alimentazione trae giovamento la produzione del latte, sicuramente meno di quello dato dalle bianche, ma riconosciuto dai vari analizzatori, primo fra tutti l’autorevole Istituto zootecnico caseario della Sardegna, di qualità superiore. Va da sé che anche i derivati come il formaggio e la ricotta abbiano un conseguente riscontro alimentare, con sapori particolari difficilmente presenti in altri prodotti caseari. Ma non è solo a tavola che la pecora nera di Arbus porta la sua specificità. Il mantello naturale è fatto di una lana che, grezza o sapientemente lavorata, sta trovando applicazione in diversi campi: dalla fibra ai tessuti, dalla cosmesi all’isolamento termico e acustico.

Patrimonio riscoperto. Della pecora nera si stavano perdendo le tracce e gli esemplari, ma poi qualcuno, fra gli allevatori di nuova generazione, ha capito di avere greggi composti da capi ovini del tutto particolari, altrove presenti solo per caso o perché importati. E hanno cominciato così a selezionare il proprio gregge, fino ad averlo completamente e rigorosamente nero. Attualmente si contano nell’Arburese circa 2mila esemplari (complessivamente e in ordine sparso sarebbero nell’isola poco più del doppio), con una quindicina di allevatori che nel territorio arburese vedono ormai prevalentemente il nero per i loro greggi. Al loro fianco, costituitisi in associazione, si sono schierati l’amministrazione comunale e l’agenzia Laore che stanno portando avanti un progetto di valorizzazione con una filiera del prodotto interamente locale.

Marchio in arrivo. Il Comune depositerà
a breve la richiesta di un marchio specifico “Pecora nera di Arbus”, mentre proprio nei giorni scorsi il ministero delle Politiche agricole ha riconosciuto ai derivati di questa biodiversità animale l’inserimento nell’elenco nazionale Pat dei prodotti agroalimentari tradizionali.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community