La nuova vita di suor Paoletta: dalla discoteca al convento

La Maddalena, cresciuta a ritmo di musica sognava di diventare una sportiva.  Poi l’incontro con la fede e la decisione di lasciare tutto per un nuovo cammino

OLBIA. Amava scatenarsi in discoteca, le piaceva ascoltare a casa la musica a tutto volume e ha avuto i periodi di ribellione adolescenziale come molti coetanei. Vedeva il suo futuro legato al mondo dello sport ed è per questo che si è laureata in scienze motorie. E infatti ha persino insegnato danza e ginnastica in una palestra per due anni. Fino ad arrivare alla scelta definitiva, l’unica che le ha riempito il cuore e che l’ha resa felice. E così Paoletta, come l’hanno sempre chiamata i suoi familiari e tutti coloro che l’hanno vista crescere, è diventata una suora e ha indossato gli abiti della Congregazione Missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso, fondata da Padre Salvatore Vico.

«Con Gesù si può essere amici, ci si può fidanzare, ci si può sposare, si può anche danzare. Sì, io oggi ballo con Gesù. E questa è la gioia più grande». Suor Maria Paola Canu ha 32 anni, ed è maddalenina, del quartiere di Moneta. Ma il velo che le incornicia il viso acqua e sapone la fa sembrare ancor più giovane. I suoi occhi scuri e vispi sono raggianti, così come il suo sorriso. Si capisce subito quanto sia felice. E si illumina quando parla del momento in cui ha ricevuto la chiamata del Signore. Ma non dimentica nulla del suo passato. E con spontaneità e freschezza lo racconta.

Maria Paola Canu durante...
Maria Paola Canu durante un'esibizione di danza

«Sono cresciuta alla Maddalena e lì ho frequentato il liceo linguistico. Poi ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Scienze motorie, a Cagliari, perché amavo profondamente lo sport e avrei voluto lavorare in questo mondo. Ma partiamo dal principio. Sin da piccola, anche se non ero proprio un talento, mi sono dedicata alla ginnastica ritmica da agonista prima nella “Stella del Mare” e poi con la società “Airone”. Bei tempi, li ricordo con affetto e gioia. Poi sono cresciuta e ho cominciato a fare tutto ciò che i ragazzi amano fare. Mi vestivo alla moda e andavo in discoteca. Quanto mi piaceva! E io in pista mi scatenavo davvero».

Ha sempre creduto in Dio, ma da ragazzina non andava in chiesa di frequente. «Tanto che dopo la Cresima, mi sono proprio allontanata dalla Chiesa. È stato quello il periodo della ribellione: in quel momento per me contavano gli amici, la musica a palla e il fidanzato. Anche io, come le mie coetanee, andavo alla ricerca dell’amore vero, con il grande desiderio di arrivare a formare una famiglia tutta mia, unita e serena». Sempre con il sorriso stampato, suor Maria Paola, non interrompe il suo racconto. «La vita sregolata non sarebbe comunque durata ancora a lungo perché quando poi sono andata all’Università, ha cominciato a maturare e a essere più tranquilla. Ma continuavo a coltivare l’amore per lo sport e ad avere gli stessi sogni che cullavo da ragazzina. Una volta laureata, grazie a un mio ex insegnante del liceo, sono rientrata alla Maddalena e ho trovato lavoro in una palestra a Palau. Dove ho ricominciato scatenarmi. Nel senso che insegnavo danza moderna ai bambini, ma tenevo anche corsi di step, zumba e pilates per giovani e adulti. E sono rimasta lì per due anni».

Poi qualcosa è cambiato. Ci sono state alcune circostanze che l’hanno portata a vedere la vita da un’altra prospettiva. Completamente diversa. Completamente nuova. «Posso dire che la chiave della svolta, del cambiamento, sia stata proprio mia madre. Lei, da sempre molto religiosa, ha cominciato a invitarmi ad andare a pregare, a recitare il rosario, ad andare in chiesa più spesso. E a 27 anni sentivo che dentro di me si sta per realizzare qualcosa che avesse davvero un senso. In quel momento mi sono resa conto che niente e nessuno aveva riempito il mio cuore completamente e realmente. Allora ho cominciato a pormi delle domande. Che cosa voglio fare davvero? Ho seguito i consigli della mamma e mi sono avvicinata sempre di più a Dio. Poi ci sono stati due fatti importanti e molto dolorosi allo stesso tempo che hanno avuto un peso notevole nelle mie scelte: la morte di mia nonna e di un mio cugino, affetto da spina bifida. Mi chiedevo: dove sono andati? Allora ho cominciato a pregare sempre di più sino quando mi sono resa conto che Gesù c’è, che è presente. L’ho incontrato, mi sono innamorata di lui e ho capito che la mia vita, avrebbe avuto un senso. E che, con Gesù, si sarebbe trasformata in qualcosa di bellissimo».

Quella era chiamata. «L’ho avvertita. In modo forte - dice suor Maria Paola -. Il mio cuore era finalmente pieno. E mi sono resa conto che la strada che avevo percorso era fatta di tante insoddisfazioni e che adesso sarei stata finalmente felice. Davvero felice». Suor Maria Paola ha preso i primi voti pochi mesi fa. «A 28 anni sono entrata in convento, poi ho trascorso un anno e mezzo da postulante mentre il periodo del noviziato è durato due anni. L’8 dicembre 2018 ho preso i primi voti, che durano un anno e al termine di questo periodo si può decidere se continuare o meno. E io non ho dubbi. In un periodo in cui è sempre forte la crisi di vocazioni, a coloro che vivono nell’incertezza mi rivolgo e dico: ne vale la pena fidarsi di Gesù, lui non ti delude mai. E’ l’unico che può riempire il tuo cuore di amore e gioia».
 

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