Abusi nei locali, assolti tre carabinieri

Consumazioni non pagate, un arresto arbitrario e minacce: i fatti non sussistono

CAGLIARI. Le accuse erano gravi, talmente gravi da infangare una divisa prestigiosa come quella dei carabinieri. Ma a distanza di nove anni dai fatti il tribunale ha assolto tre militari a suo tempo del Nucleo Radiomobile finiti davanti ai giudici per aver abusato del loro potere di tutori dell’ordine pubblico compiendo atti illegali in due locali della città, dove secondo la Procura avrebbero preteso di non pagare il conto, cercato di arrestare uno dei titolari senza alcun motivo reale e condotto controlli arbitrari senza registrarli. Per il collegio presieduto da Tiziana Marogna non sussistono i reati di tentata concussione e tentato arresto illegale di cui doveva rispondere l’appuntato Fabrizio Grimani (53 anni) di Cagliari così come non sussiste il concorso in abuso d’ufficio contestato al maresciallo Silvio Delle Monache (54 anni) di Cagliari e all’appuntato Alfonso la Iacona (52) originario di Piazza Armerina ma residente a Cagliari. Il pm Gaetano Porcu aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo per Grimani e a dieci mesi per gli altri due ma il tribunale, dopo una camera di consiglio andata avanti fino al pomeriggio, ha accolto le tesi dei difensori Rita Dedola, Annamaria Busia e Francesco Marongiu per i quali i comportamenti tenuti dai tre militari sono stati in linea con norme e regolamenti. Era andata peggio al quarto protagonista della stessa vicenda, il maresciallo Luca Cellini (41 anni) di Palermo: accusato di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità, il 7 maggio del 2015 era stato condannato in abbreviato a 8 mesi di reclusione.

Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro fino a gennaio del 2010, quando i titolari di due locali di Cagliari - l’Orus caffè e il Jko - denunciano una serie di abusi subiti a loro dire da parte di alcuni carabinieri. In un caso sarebbe stato Grimani a difendere con minacce e un tentativo di arresto il collega Cellini
che non voleva pagare un conto di 400 euro al titolare del Jko. In un altro caso sarebbero stati Delle Monache e La Iacona a perseguitare il titolare dell’Orus caffè con una sequenza di controlli sul locale che poi non venivano registrati nella scheda degli interventi. (m.l)

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