Ladri di sabbia in Sardegna: predoni già in azione

Primo sequestro della stagione, la merce diretta in Germania 

SASSARI. I corrieri della sabbia sono ritornati in azione. E, come tutti i trafficanti, sembrano essersi evoluti andando alla ricerca del dettaglio introvabile. La “chicca” da proporre sul mercato internazionale dei souvenir da spiaggia, per allargare un’incomprensibile collezione, è una pinna nobilis recuperata dai fondali marini davanti a Bosa. La collezione che stava per spiccare il volo dagli aeroporti sardi per atterrare in Germania trasportata da anonimi corrieri teutonici, almeno tre, era completata da sabbia e conchiglie rubate dai litorali di Stintino, Alghero, Bosa, Cuglieri, Cabras e Villasimius.

Non è improbabile che i cimeli naturali fossero destinati alla vendita, come accadeva quando sulla versione tedesca di e-Bay, un popolare sito di e-Commerce, era possibile acquistare la sabbia del Poetto, di Cala Sinzias, di Sant’Elmo e di Alghero, zona Maria Pia, a 2,50 euro. Con 5,99 euro si portavano a casa i granelli dello Scoglio di Peppino mentre ne servivano 9,99 per un “compra subito” associato alla sabbia pregiata di Porto Pollo.

Un argomento sollevato dai Riformatori con un interrogazione parlamentare presentata dall’ex deputato Pierpaolo Vargiu. Doveva essere la svolta per combattere un fenomeno che non accenna a placarsi ma è stata l’ennesima occasione persa. Da allora, infatti, non è cambiato nulla. Gli angeli della sabbia. Sono una rete nata spontaneamente che dopo anni di attività ha messo insieme gli addetti alla security degli aeroporti di Olbia, Elmas e Alghero e quelli dei porti di Olbia, Golfo Aranci, Cagliari, Porto Torres e Arbatax.

Lavorano (gratis) da anni ma sono ancora l’unico baluardo contro i furti di sabbia. Sembra incredibile ma, nonostante il clamore mediatico, nessuno ha ancora agito con decisione per limitare il problemi e i trafficanti spesso se la cavano con una figura barbina, un po’ di attesa al controllo bagagli e una ramanzina: «Purtroppo è davvero così – conferma Ismaele, addetto alla security dello scalo aeroportuale di Cagliari-Elmas –. Noi non possiamo multare nessuno, non siamo pubblici ufficiali. E fino a quando in aeroporto non ritorneranno le guardie forestali, purtroppo, saremo costretti a limitarci al sequestro della merce, tra l’altro utilizzando il solito escamotage».

Ismaele si riferisce all’escamotage che gli addetti alla security sono costretti ad utilizzare per sequestrare la sabbia ai passeggeri in partenza: «Quando è raccolta in bottiglie di plastica la consideriamo alla stregua dei corpi contundenti che non sono ammessi in cabina – commenta l’addetto alla security – e quindi li sequestriamo. Troviamo anche passeggeri che si lamentano. A volta non conoscono il divieto, altre volte lo fanno solo per provare a fare la voce grossa».

Rubare la sabbia, o altri oggetti come le conchiglie o le pinne nobilis è ovviamente vietato, ma solo i rappresentanti dello Stato possono sanzionare i trasgressori. E se non ci sono loro, i corrieri se la scampano. Per provare a invertire la tendenza, da Elmas parte un appello alla giunta regionale: «Facciano qualcosa per cancellare questo problema – conclude Ismaele –, non è possibile andare avanti con un presidio di due mesi del Corpo forestale. Serve più attenzione e più costanza». Un concetto condiviso da chiunque si sia stancato di vedere bottiglie di plastica piene di sabbia con sopra scritto “sardinien reiskom”, “chicchi di riso della Sardegna”, pronte a finire in un cortile o in acquario di un collezionista tedesco.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller