Riformatori: giunta vicina ma sui nomi non c’è intesa

Il coordinatore Fois: positivo l’incontro con Solinas, tutto risolto entro 48 ore Agricoltura, stop a Inzaina: in pole Argiolas. Resta aperta la questione nordovest

SASSARI. Tutto risolto, a sentire i Riformatori dopo il faccia a faccia con Solinas: a Pasquetta la Sardegna dovrebbe avere la sua giunta al completo. Eppure la strada non sembra essere così in discesa come si dice. I tasselli vacanti restano tali, e addirittura quelli che fino a poche ore fa erano assessori sicuri vedono la delega allontanarsi. È il caso di Daria Inzaina, leghista di Calangianus, che vede scricchiolare la sua nomina all’Agricoltura. Ma anche il sardista Quirico Sanna, fortissimamente voluto all’Urbanistica dallo stesso Christian Solinas, potrebbe essere sacrificato in nome dell’equilibrio di genere. Perché il problema - non l’unico - del mancato decollo della giunta Solinas è proprio la questione femminile.

L’incontro. Ma andiamo con ordine. Ieri c’è stato l’atteso faccia a faccia tra il governatore e i Riformatori, l’unico partito con cui Solinas non ha ancora raggiunto l’accordo sugli incarichi. «È andato molto bene – taglia corto il coordinatore Pietrino Fois –. È stato chiarificatore sulle questioni programmatiche. Solinas ci ha detto che darà davvero gambe dalla prossima settimana alle nostre battaglie su accise e insularità». Ma più che i programmi il vero problema sono gli assessorati, con i Riformatori - 4 consiglieri più uno di Fortza Paris con cui hanno stretto un patto politico - che ne reclamano due. Ma Solinas, che deve tenere conto degli altri alleati più piccoli - vedi Sardegna20 Venti -, poco propenso ad accontentarli. «Il governatore ci ha detto che ha bisogno di ancora 48 ore – dice ancora Fois –. Non ci ha parlato né di deleghe né di quantità, ma ci ha detto che deve trovare la quadra con le altre forze politiche. Noi gli abbiamo dato la più ampia disponibilità di modo che possa prendere la decisione migliore». Fois non parla mai di due assessorati ma del «giusto riconoscimento proporzionato a quello che rappresentiamo come voti portati alla coalizione. Alla fine del ragionamento vedremo si tutto questo sarà rispettato. Noi siamo convinti di sì, come era sancito negli accordi originari». Nel faccia a faccia si è parlato anche di riequilibrio territoriale, visto l’eccessivo sbilanciamento della giunta verso Cagliari e Olbia. «Contiamo sul buonsenso del presidente. La provincia di Sassari avrà sicuramente una rappresentanza in giunta».

La questione femminile. Lo scoglio maggiore, però, resta l’equilibrio di genere. Nell’esecutivo ci devono essere almeno quattro donne. E per ora, nella mini giunta a cinque, ce n’ è solo una, la forzista Alessandra Zedda. All’appello, dunque, ne mancano tre. Certa era la leghista Daria Inzaina, ma il suo nome, sostenuto dal capogruppo Dario Giagoni, inizia a vacillare, anche per via del suo curriculum scolastico. Al suo posto potrebbe subentrare Maria Assunta Argiolas, leghista di Sassari, che in questo modo andrebbe a colmare il vuoto del nordovest. Un’altra donna potrebbe essere espressa dai Riformatori - il nome più gettonato è quello di Gabriella Mameli all’Industria -, ma a condizione che la formazione guidata da Pietrino Fois ottenga almeno due assessorati. Ma quella è un’altra partita, non semplice da portare a casa. Ed è per questo motivo che Solinas si potrebbe trovarsi costretto a sacrificare Sanna all’Urbanistica. D’altronde, il Psd’Az è l’unico dei grandi partiti della coalizione a non avere espresso donne. Ecco, dunque, che riprende quota la sassarese Carla Puligheddu. Infine, c’è
la questione trasporti, sicuramente l’assessorato più spinoso che tutti i partiti sembrano rifiutare. Motivo per cui Solinas è a caccia di un tecnico: dopo il rifiuto della docente Elisabetta Cherchi, il nome che circola è sempre quello di Gabriella Massidda, direttore dell’assessorato.

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