Sa Die si celebra “in tundu”

Mozione di 16 sindaci indipendentisti della Corona de Logu

BAULADU. Una mozione congiunta da presentare nei consigli comunali di tutti i paesi che aderiscono alla “Corona de Logu”, l’assemblea degli amministratori locali indipendentisti, per ricordare il significato che ritengono debba avere per i sardi di oggi “Sa Die de sa Sardigna”. Il 28 aprile del 1794 gran parte dei cittadini cagliaritani, stanchi dei soprusi e delle vessazioni a cui erano sottoposti dai piemontesi, diedero vita a una sommossa che portò, seppure per breve tempo, alla loro cacciata dalla città. Quegli eventi, passati alla storia come “triennio rivoluzionario”, sono alla base delle motivazioni che portarono, nel 1993, alla promulgazione della legge regionale istitutiva della ricorrenza. Davide Corriga, sindaco di Bauladu e presidente della “Corona”, propone ai colleghi di discutere degli eventi che caratterizzarono quel periodo attualizzandoli alla situazione odierna e, come atto simbolico, invita le popolazioni dei Comuni aderenti alla Corona a celebrare “Sa die in tundu”: un incontro tra i cittadini che, tenendosi per mano, questa mattina formeranno un cerchio che ricordi i motti rivoluzionari degli anni tra il 1794 e il 1796. «La Corona – dice Corriga – ravvisa, pur in un quadro storico e politico profondamente cambiato rispetto a quello in cui maturò la cacciata dei piemontesi, il desiderio di affermare che la volontà di autogoverno dei sardi è ancora particolarmente viva. Solo in parte il potere di autogoverno è stato concesso dallo Stato italiano e acquisito dall’isola con lo “Statuto speciale per la Sardegna”, ma sempre nuovi ostacoli si frappongono sia al suo pieno compimento, sia al passaggio a più forti e complete forme di autogoverno dei sardi». La mozione proposta da Corriga è già stata presentata nei consigli di Bauladu, Girasole,
Macomer, Mamoiada, Olmedo, Ruinas, Samugheo, Santa Teresa Gallura, Scano Montiferro, Serramanna, Serrenti, Simala, Terralba, Tertenia, Ussaramanna e Villacidro. L’auspicio dei membri della Corona de Logu è quello che cresca e si diffonda tra i sardi una coscienza nazionale e identitaria.

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