«Regione, partiti e poltrone contano più dei cittadini»

Il vicepremier lancia siluri sulla giunta Solinas non ancora nata e attacca il Pd Sulle Europee: «Noi diciamo no all’austerità e ai privilegi delle lobby»

SASSARI. Boccia la giunta mai nata di Christian Solinas. Non risparmia qualche stoccata al coinquilino di governo, la Lega. E affonda sul Pd. Luigi Di Maio, l’anima 5 Stelle dell’esecutivo che guida il paese, ha indossato la giacca da campagna elettorale e spera di riportare in alto il suo Movimento, dopo il risultato non troppo esaltante alle Regionali.

È lui il primo big ad arrivare nell’isola per lanciare la volata ai suoi candidati, ma anche per sondare il terreno per le Comunali. Questa mattina sarà ad Alghero per un bagno di folla. Poi nel pomeriggio un vertice riservato a Cagliari con il mondo dell’imprenditoria. Chiuderà alle 20 ad Assemini in piazza.

Ministro questa campagna elettorale per le Europee rischia di destabilizzare il governo?

«Assolutamente no. Il risultato delle elezioni Europee non ha niente a che vedere con il Governo, mentre avrà importanti riflessi sul futuro degli italiani e sulla tutela dei loro diritti e interessi. Saranno i cittadini a scegliere se vogliono l’Europa dell’austerità, nemica della crescita, dell’occupazione e dei diritti sociali oppure se, come il Movimento 5 Stelle, vogliono un’Europa in cui vi sia un salario minimo, volto a garantire la dignità dei lavoratori, in cui si possa premere sull’acceleratore per gli investimenti, per la sanità e i territori, senza dimenticare una seria lotta all’evasione fiscale, ai privilegi della politica e delle lobby. Questa è la nostra visione di Europa».

Certo, ma le distanze tra Lega e 5 Stelle sembrano aumentare. Dalle Province alla castrazione chimica al caso Siri.

«Tutti sanno che M5S e Lega sono due forze politiche molto diverse. Ciò che conta per noi è realizzare i punti contenuti nel Contratto che resta infatti il nostro faro. È proprio il Contratto che ci aiuta a non percorrere strade inutili, come quella che vorrebbe riesumare 2500 poltrone con le Province. Agli italiani questo non interessa, al contrario di tante altre cose che abbiamo già realizzato. Mi riferisco all’aumento degli occupati e dei contratti a tempo indeterminato grazie al Decreto dignità. Non dimentichiamo il taglio dei vitalizi, che lancia un segnale importante, il Reddito di cittadinanza, che sta cambiando la vita a intere famiglie, la legge Spazzacorrotti, Quota 100. Quanto al caso Siri, mi lasci dire che sicuramente si poteva risolvere senza coinvolgere Conte, con una iniziativa del singolo. Il M5s non arretra sulla questione morale, siamo il Governo del cambiamento e non possiamo permetterci ombre».

Senta in Sardegna dopo 70 giorni il governatore non ha ancora varato la giunta. Come sa le emergenze non mancano. Cosa ne pensa?

«Certamente non è un bel segnale. La verità è che regioni in difficoltà, che avrebbero bisogno di essere seguite ed aiutate, sono invece ancora ostaggio delle stesse accozzaglie politiche nate solo per spartirsi i voti e le poltrone. Quello sardo è uno di quei casi in cui gli interessi dei cittadini vengono sacrificati per quelli dei partiti. Anche se in campagna elettorale facevano a gara per distribuire promesse sulle vertenze più delicate».

Il governatore le ha anche inviato una lettera in cui dice che il Mise rallenta l’attuazione delle intese sulle aree di crisi di Porto Torres e Portovesme.

«Gli uffici del Ministero dello Sviluppo economico hanno svolto le ultime verifiche sul testo dell’accordo di programma. Il testo verrà trasmesso nei prossimi giorni alla Regione Sardegna così come alle altre istituzioni coinvolte perché l’obiettivo è quello di arrivare quanto prima alla sua sottoscrizione».

Ma è sicuro che la strada delle alleanze con i partiti tradizionali, per esempio il Pd, non si possa perseguire?

«Guardi, abbiamo stilato e sottoscritto un contratto di governo con la Lega che è quindi il nostro interlocutore. Per quanto riguarda il Pd, di quale Pd parliamo? Sembra un condominio in continua lite. Se vogliono votare le nostre proposte su salario minimo e conflitto d’interessi possono farlo, anche se in passato hanno perso per strada queste priorità. Inoltre, ricordiamo che quello che dovrebbe essere il “nuovo” Pd ha presentato una proposta per aumentare lo stipendio dei parlamentari».

Come rilanciare la Sardegna anche attraverso le Europee?

«La Sardegna è un territorio che deve rinascere. Bisogna combattere lo spopolamento dei territori e bisogna far tornare i nostri giovani che sono fuggiti all'estero. Bisogna farlo con investimenti europei sulla ricerca, sull'istruzione e con investimenti sulle start up innovative. Abbiamo iniziato con un fondo nazionale di un miliardo per l'innovazione e in Europa bisogna continuare su questa strada. La nostra capolista nella circoscrizione isole è sarda, di Nuoro, ed è una manager nel campo proprio della tecnologia. Alessandra Todde era Ad di Olidata. Ha vissuto all'estero per anni ed ora è tornata per occuparsi della sua terra. È di persone così che abbiamo bisogno per far andare avanti la Sardegna e il nostro Paese».

Torna sempre volentieri in Sardegna.

«Sì, sono stato in Sardegna anche a Pasqua. Ho fatto le immersioni nel bellissimo mare
di Villasimius e ho visitato anche l'interno, in particolare il famoso nuraghe Arrubiu di Orroli. Una delle cose più affascinanti che abbia mai visto. Bisogna investire tanto nel turismo in Sardegna, nelle coste e anche all'interno».

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA



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