La Sardegna delle case disabitate: 261mila sono vuote

Il 28 per cento del patrimonio edilizio isolano è inutilizzato. L'idea per sostenere il turismo: l'albergo diffuso

SASSARI. Sono il simbolo di un’isola che si svuota nel suo interno ma anche di un turismo mordi e fuggi che dura spesso solo il tempo di un week end. Sono case, villette, appartamenti, monolocali con una caratteristica in comune: sono abbandonati, senza vita, violentati dal tempo e dal mancato utilizzo.

I numeri sono impressionanti. Li ha messi in fila la Cna elaborando i dati Istat. In Sardegna ci sono 261.120 abitazioni vuote, più del 28% del totale del patrimonio edilizio dell’isola. Più di una casa su quattro ha perso la funzione per cui è nata, cioè accogliere persone. E più della metà si trova in contesti urbani piccoli o piccolissimi, spesso agglomerati e frazioni di comuni più grossi dai quali la popolazione a poco a poco, ha fatto le valigie per non tornare più indietro.

Ma per questo immenso patrimonio una seconda vita è possibile. A suggerire la svolta in chiave turistico-ricettiva è proprio la Cna: almeno una parte delle strutture potrebbe essere riqualificata e trasformata in albergo diffuso, una forma di ospitalità che sta prendendo sempre più

quota e che vede l’isola leader nel panorama nazionale.

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