World wine contest, Siddùra seconda

Quattro ori e 5 argenti alla cantina di Luogosanto. Isola quinta tra le regioni

LUOGOSANTO. Siddùra trascina al quinto posto mondiale l’isola dei vini. La cantina di Luogosanto ha fatto grandi cose al World Wine Contest, conquistando quattro medaglie d’oro e cinque d’argento che la posizionano al secondo posto dietro solamente alle regioni portoghesinella classifica delle migliori regioni produttrici di vino, il Wine Mater Challenge. Ha ottenuto il miglior risultato possibile: una medaglia per ogni vino della sua gamma, per un totale di nove premi. Nella manifestazione che da 21 anni si svolge in Portogallo l’azienda amministrata da Massimo Ruggero, ha svolto il ruolo di ambasciatrice della Sardegna nel mondo e il prodotto vino si è confermato un formidabile strumento di promozione del territorio. «È un onore rappresentare la Sardegna in una competizione che mette a confronto le regioni più importanti in questo settore – afferma Ruggero – I premi ricevuti dimostrano ciò che sosteniamo da sempre: la qualità dei vini sardi è strettamente connessa al terroir. A Siddùra godiamo di condizioni microclimatiche particolarmente adatte alla coltivazione della vite e di un terroir unico nel suo genere».

Erano 4300 i vini iscritti alla competizione, e la qualificata giuria ne ha slezionato solo 111 ritenuti meritevoli di un riconoscimento. In questo lotto ha trionfato in 4 categorie, piazzandosi al posto d’onore in altre cinque. Siddùra è stata di recente premiata anche in altri prestigiosi concorsi internazionali. Il Swa, Sommelier Wine Awards 2019, ha assegnato due argenti per Spèra 2018 e Tìros 2015. Nudo, il cannonau rosé di Siddùra, ha conquistato la medaglia di platino al Guide international du Vin Rosé del Principato di Monaco. Successi che spingono l’isola nel suo sforzo di valorizzazione del turismo enoturistico, proponendosi a un pubbloico esigente ma ricettivo come luogo ideale per vivere l’esperienza di una vacanza in vigna. Siddùra di Luogosanto è in sintornia già da tempo con questa tendenza che punta a colegare le spiagge all’interno.

Il cliente può partecipare alla raccolta delle uve, scoprire i metodi di coltivazione e lavorazione e poi degustare l’intera linea dei vini in un antico stazzo gallurese. Il turismo del vino è già una carta vincente, visto che il settore arriva da un anno record, con le prime stime ufficiali dell’Istat che confermano come nel 2018 l’Italia abbia superato la soglia dei 20 milioni di ettolitri tra Doc
e Docg su una produzione totale di oltre 50 milioni di ettolitri. Nel mondo enologico anche la Sardegna ha fatto la sua parte, con una produzione di 380 mila ettolitri di vino di alto livello. Ora si attende il salto di qualità, con un occhio anche agli incassi. (apalm.)



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