Lite sulla super villa tra il Comune di Olbia e il magnate russo

Il milionario Mordaschov voleva sanare abusi nella sua casa sul golfo di Cugnana. L’amministrazione si è opposta, ma davanti al Tar ha fatto dietrofront

OLBIA. Una maxi villa vista mare, un miliardario russo che chiede la sanatoria degli abusi, il Comune che gli dice no e poi fa retromarcia. Succede a Olbia. La vicenda ha come protagonista Alexey Alexandrovich Mordaschov, e come oggetto un ricorso ai giudici amministrativi di Cagliari contro il Comune di Olbia, prima presentato, pendente dal 2013 e poi decaduto pochi mesi fa. Mordaschov appartiene a quella generazione di imprenditori russi, nel suo caso attivo nel ramo dell’acciaio, che hanno beneficiato dell’apertura alle privatizzazioni e a un capitalismo globalizzato nell’era post Eltsin. Patrimonio stimato da Forbes in quasi 20 miliardi di dollari, fa parte del suo carnet immobiliare anche una villa a Portisco.

Il caso. Mordaschov aveva presentato un ricorso al Tar per l’annullamento del provvedimento datato 13 marzo 2013 (numero di protocollo 26326) con il quale il dirigente del settore Pianificazione e Gestione del territorio - Edilizia Privata e Pubblica - del Comune di Olbia aveva negato la concessione edilizia in "accertamento di conformità" richiesta dal magnate russo. Una istanza datata 10 febbraio 2012, con la quale si avviava un procedimento di sanatoria introdotto con la richiesta di accertamento di conformità urbanistica. Una verifica “ex post” della conformità dell'intervento edilizio realizzato senza preventivo titolo abilitativo agli strumenti urbanistici e, dunque, posto in essere con una violazione formale.

No del Comune. Il magnate russo, con istanza del 10 febbraio 2012, aveva quindi chiesto al Comune il rilascio della concessione edilizia in "accertamento di conformità", per una serie di opere realizzate senza idoneo titolo edilizio. Il 23 gennaio 2013, il dirigente comunale del Servizio pianificazione e gestione del territorio, competente per le opere di edilizia privata, aveva comunicato il preavviso di diniego della concessione edilizia, sul presupposto che "entro il termine assegnato non fossero pervenute osservazioni o memorie". Infine era stata definitivamente negata la concessione edilizia in "accertamento di conformità" richiesta da Mordaschov per i lavori nella sua villa.

La retromarcia. Un “niet” edilizio, evidentemente, non perentorio. Davanti al ricorso al Tar presentato dal miliardario russo, che chiedeva l’annullamento del provvedimento di diniego, il Comune ha deciso di fare retromarcia. In prossimità dell’udienza pubblica fissata per il 13 marzo, i legali dell’oligarca russo hanno depositato una memoria con cui segnalavano che, nelle more del giudizio, il Comune aveva annullato in autotutela l’atto impugnato. Pertanto, proprio i legali di Mordaschov hanno chiesto che venisse stabilita la cessata materia del contendere, con compensazione tra le parti delle spese del giudizio.

Via libera. Tra i provvedimenti emessi dallo Sportello unico per l’edilizia del Comune c’è, nel marzo del 2017, proprio la conclusione della Conferenza di servizi relativi a una variante in corso d’opera per i lavori nella villa sul golfo di Cugnana. Il magnate dell’acciaio aveva acquistato la mega villa da 13 milioni di euro durante un periodo di investimenti immobiliari in Italia nelle località più esclusive: 400 metri quadri di superficie coperta e altri 10 mila di terreni. L’acquisto della villa risale al 2011. Il 54enne Mordaschov, ingegnere nato nello sperduto centro siderurgico di Cherepovets, città-satellite dell’immensa acciaieria di Stato che la sua Severstal si era poi comprata negli anni delle privatizzazioni dell’epoca post comunista, era sbarcato in Italia nel 2005, in soccorso delle storiche acciaierie Lucchini di Piombino. Terreni contesi. E proprio il nome di Mordaschov era tra quelli venuti fuori negli atti di esproprio per pubblica utilità varati dal Comune di Olbia all’interno dell’iter per il Piano di utilizzo dei litorali.
Tra l’elenco delle proprietà del litorale di Portisco c’è anche quella del Re dell’acciaio (particella 409, foglio 11, sezione di Nuchis) in compagnia dei nomi più importanti del panorama immobiliare di Olbia, come la Land Holding e la Edilizia Alta Italia della famiglia Berlusconi.

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