Battaglia sul prezzo, si riunisce il tavolo di filiera

Le parti convocate il 28 in prefettura a Sassari. Confermata l’assemblea dei pastori sabato a Tramatza

SASSARI. All’ordine del giorno dell’assemblea convocata per sabato 18 a Tramatza ci sarà anche la convocazione del vertice in prefettura martedì 28: la trattativa riparte, dopo l’accordo raggiunto l’8 marzo il tavolo di filiera si riunisce. Ed è una prima risposta importante alle rimostranze dei pastori, allarmati per la situazione di stallo ma anche turbati per le inchieste giudiziarie legate alle manifestazioni di protesta e ai blocchi stradali. Una situazione abbastanza tesa che ha portato i pastori a indire una nuova mobilitazione le cui modalità saranno definite proprio nell’assemblea a Tramatza. L’obiettivo dei pastori è riprendere le redini delle trattative sulla vertenza latte, ad iniziare dagli annunciati bandi per il ritiro delle eccedenze del pecorino romano e definire la riforma dei consorzi di tutela. E di questo si parlerà nella riunione in prefettura a Sassari, dove a marzo, nei giorni caldissimi della protesta, l’intesa sul prezzo del latte a 74 centesimi al litro era stata raggiunta al tavolo presieduto dall’ex prefetto e commissario per la filiera Giuseppe Marani. Un prezzo che – questa la base dell’accordo – deve essere un punto di partenza in una griglia legata all’aumento del prezzo del pecorino romano sul mercato, con l’obiettivo di arrivare alla fine dell’anno a pagare il latte 1 euro al litro.

Nel frattempo è confermata l’assemblea a Tramatza «dove decideremo come andare avanti – dice Gianuario Falchi, uno dei rappresentanti dei pastori al tavolo delle trattative sul prezzo del latte – per avere risposte alle nostre richieste. Ora attendiamo anche la convocazione da parte dell'assessore dell'Agricoltura, perché servono risposte sulle risorse stanziate e per ora solo sulla carta. I pastori si sentono abbandonati – aggiunge – assistiamo ad un'elezione dopo l'altra ma le soluzioni tardano ad arrivare». Lo scoramento è forte, più volte in questi giorni i pastori hanno denunciato le false promesse ricevute in campagna elettorale.
A quasi tre mesi dalle elezioni il tavolo di filiera si è bloccato: istituito per tutelare tutte le componenti, dal pastore all’industriale, si è fermato al primo step. Con il rischio di ritrovarsi presto nella stessa situazione di stallo sfociata nelle clamorose proteste di febbraio.

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