Turismo a 5 stelle, cresce la Costa Smeralda: ancora più esclusiva e ricca

Aumentano i ricavi, ma anche l’attenzione verso l’ambiente. No a nuovi hotel

INVIATA A MILANO. La rivincita della macchia mediterranea sui blocchetti di cemento. Le parole del Ceo di Smeralda holding, Mario Ferraro, sono molto più di una ecodichiarazione d’amore per i 2500 ettari di proprietà del Qatar. Inviolabili gioielli verdi sul mare. In una visione di Costa Smeralda affetta da bulimia di metri cubi, venivano considerati una maledizione. Unico reale ostacolo allo sviluppo del borgo. Nella filosofia 2.0 del fondo sovrano qatarino diventano invece la barriera di protezione dell’esclusività del paradiso.

«Non intendiamo costruire nuovi hotel e quei terreni vergine sono strategici – dichiara Ferraro nella presentazione milanese del bilancio della Smeralda holding –. Ci danno la sicurezza che la Costa Smeralda resterà bella anche in futuro come è oggi. L’intensità della natura di Porto Cervo è un suo tratto distintivo che contribuisce a renderla unica al mondo. Non abbiamo alcun progetto di sviluppo immobiliare che prevede la costruzione di nuovi hotel».

Parole pronunciate con il sorriso soddisfatto di chi sa di aver detto qualcosa di rivoluzionario. Che smantella l’idea diffusa di un Qatar mattonaro. In effetti solo qualche anno fa il Fondo sovrano annunciava nuovi hotel super lusso sul mare. Un progetto costruito più sulle speranze e le promesse ereditate dalla vecchia proprietà che su basi reali. Ferraro è pero riuscito nel miracolo. Far schizzare fino a 103 milioni di euro i ricavi della Smeralda Holding senza buttare un nuovo metro cubo di cemento. Bilancio record, con 6 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Solo cinque anni fa, quando l’emirato comprò la Costa Smeralda, i ricavi erano fermi a 80milioni di euro. Una ricetta che promuove a pieni voti la nuova concezione di Porto Cervo e le iniziative di rilancio della vecchia signora del turismo. E sulle ipotesi di vendita Ferraro invita a leggere i numeri. «Abbiamo un piano di investimenti per i prossimi anni e una visione di lungo termine - precisa -. Non mi sembra il comportamento di un azionista che intende vendere».

La visione. «Abbiamo iniziato due anni fa un percorso di riposizionamento della nostra azienda e dell’intera Costa Smeralda – spiega Ferraro –. Abbiamo lavorato su sei pilastri: una campagna di comunicazione e un calendario ricco di eventi per attirare una clientela diversa, anche in bassa stagione. La ridefinizione dell’offerta della ristorazione, che da monotona è stata diversificata spaziando dalla cucina sarda a quella orientale. La ricerca di nuovi business come il waterfront, la riqualificazione degli hotel, un investimento sul segmento del wellnes e una nuova strategia per famiglie e bambini».

Il nuovo Cala di Volpe. L’hotel Cala di Volpe aprirà domani vestito di tradizione e futuro. L’archistar Bruno Moinard firma le dieci suite al secondo piano, i corridoi e la hall dell’albergo simbolo della Costa Smeralda. Moinard ha lavorato sulle suite con il rigore scientifico e la devozione che il restauratore ha verso una opera d’arte. Ma anche con lo spirito visionario dell’artista. Oltre alle suite è stata creata una wellness Spa Shiseido curata dall’architetto Rodolfo Dordini. Il modello delle dieci suite prova firmate Moinard sarà replicato su tutte le altre stanze. Il completamento del Cala di Volpe è in programma per la prossima stagione. Tra le novità una suite presidenziale firmata Harrods.

Gli altri hotel. Oggi si riaccendono i riflettori sul Romazzino. L’architetto Piero Lissoni ha rivisitato dopo 60 anni le linee bianche e morbide dell’ingresso principale dell’albergo. Tra le novità il primo kids club.

Il futuro. «Il 2019 sarà un anno eccitante, pieno di novità – aggiunge –. Si inizia a intravedere sempre di più il nuovo volto che vogliamo dare alla Costa Smeralda. Nei prossimi due anni continueremo il lavoro di ristrutturazione delle stanze del Pitrizza e del Cervo. Entro il 2023 saranno tutti completamente rifatti».

La Marina. Da questa estate il porto aggiunge una stella. Il completamento del molo A permetterà di ospitare maxi yacht fino a 160 metri di lunghezza. «Il limite fino a oggi era di 110 metri – commenta soddisfatto Ferraro –. Anche lo yacht più grande al mondo potrà ormeggiare da noi». Il Dilbar, ormai di casa a Porto Cervo, sarà il primo hotel galleggiante super lusso a sperimentare la novità della Marina.

Il Pevero golf. Fino a oggi è rimasto un gioiello smeraldo da seconda fila. Per il golf club, Smeralda holding studia un futuro da star con la trasformazione in sport resort. «C’è un progetto – conclude Ferraro – pianificato per il 2021, subordinato all’ottenimento

delle autorizzazioni, che prevede l’ampliamento della club house, la realizzazione di venti stanze del golf hotel aperto tutto l’anno. Nel piano interrato prevediamo una Spa di 500 metri quadrati, campi da tennis, piscine. Nella nostra strategia wellness il Pevero è un elemento fondamentale».

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