La Cavalcata sarda incanta tutta l’isola

A Sassari il maltempo concede una tregua e la manifestazione è un successo Tra i 2500 figuranti spiccano 70 donne in rappresentanza di altrettanti paesi

SASSARI. La festa laica più importante e più bella dell’isola quest’anno è iniziata con un miracolo. Quando i 2500 figuranti – intimoriti da un cielo nero e minaccioso – si sono avvicinati al punto di partenza della sfilata, tra corso Francesco Cossiga e via Giorgio Asproni ieri mattina il sole ha iniziato a farsi largo tra i nuvoloni.

La pioggia che aveva lavato per tutta la notte e di mattina presto le strade del percorso cittadino, ormai collaudato da anni, poco prima delle 10 ha capito che era il momento di farsi da parte e ha lasciato spazio alla bellezza.

L’intera isola – quando la luce di un sole finalmente primaverile ha illuminato il centro di Sassari – ha potuto così manifestarsi in tutto il suo splendore, lasciando ancora una volta a bocca aperta migliaia di turisti arrivati in città da ogni angolo del mondo.

Ma la luce più bella e raggiante ieri mattina è stata quella emanata dalle 70 donne in rappresentanza dei 70 paesi partecipanti alla sfilata che hanno concluso una accanto all’altra – una più bella dell’altra – la settantesima edizione di una festa che da qualche anno è inserita tra le cinquanta manifestazioni laiche più importanti d’Italia.

È stata questa novità – intuizione dell’assessora alle Politiche culturali e turismo del comune di Sassari Manuela Palitta – la più bella sorpresa di un’edizione della Cavalcata Sarda che ha contribuito a rafforzare un amore sempre crescente verso questa manifestazione che negli ultimi anni sta contagiando anche i sassaresi, un tempo tiepidi o indifferenti verso la “Festa della bellezza” di tutta l’isola.

Quando a fine mattinata il gruppo delle settanta donne con i costumi tradizionali è comparso in pizza d’Italia, sulle tribune su cui sedevano il sindaco Nicola Sanna e le altre autorità si è scatenata una vera ovazione.

Sono state loro – con la loro bellezza e la loro fierezza tutta sarda – il miglior spot per una festa di popolo che ogni anno riesce a regalare emozioni sempre nuove.

Davanti allo sguardo incuriosito dei turisti arrivati da ogni parte del mondo, ieri Sassari ha regalato a se stessa e alla Sardegna una magia di colori, suoni e profumi dell’isola che ha lasciato a bocca aperta un pubblico che ha sfiorato nell’arco di tutto il week end di eventi organizzati dal Comune le 100mila presenze.

Uno spettacolo di straordinaria eleganza che ha incantato, ancora una volta, gli spettatori che hanno assistito alla 70esima edizione della Cavalcata sarda, sfilata dei gruppi folcloristici di tutta la Sardegna cominciata, in occasione di una visita del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia, nel lontano 1899 e ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per l’intera isola.

Il corteo di 2500 figuranti, divisi in 70 gruppi provenienti da tutte le province dell’isola, seguiti da 22 gruppi a cavallo e 220 cavalieri, ha invaso festosamente le vie del centro di Sassari per il più grande evento laico che si celebra in Sardegna in onore della tradizione, dell’identità e di tutta la bellezza che l’isola sa esprimere. Le transenne che delimitavano il percorso dei figuranti e dei cavalli lungo le vie principali del centro cittadino, dalla chiesa di San Giuseppe fino al museo Sanna, giù per via Roma e in piazza d’Italia, poi in via Cagliari fino all’emiciclo Garibaldi per finire in viale Mancini, hanno cominciato a contenere a stento le migliaia di spettatori verso le 10 di ieri mattina, quando anche gli indecisi hanno capito che il sole avrebbe vinto sui nuvoloni. Ad aprire la parata sono stati i rappresentanti della polizia locale insieme ai carabinieri a cavallo e i militari della Brigata Sassari con la divisa storica, seguiti dal gremio dei Massai e dalle bande musicali, poi via via hanno sfilato i gruppi divisi per province.

Davanti agli occhi di migliaia di turisti e altrettanti telefonini puntati verso la sfilata, sono transitati i corpetti ricamati delle donne di Dorgali, i copricapo gialli delle donne di Orgosolo, i gioielli finissimi di Ittiri, gli scialli viola di Bitti, e “sa capitta” delle donne di Osilo. Applauditissimi il gruppo degli scalzi di Cabras e il ballu tundu del gruppo “Figulinas” di Florinas insieme ai piccoli e grandi Mamuthones che hanno danzato al suono dei campanacci per tutto il percorso. Ma l’intera sfilata è
stato un susseguirsi di emozioni, scandite dagli organetti, dalle chitarre sarde e dalle launeddas. L’ultimo applauso è stato per i 220 cavalli, la più strabiliante delle espressioni di una cultura ancora oggi molto sentita in tanti centri della Sardegna.

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