I meteorologi: maggio mai così pazzo ma la vera anomalia è il grande freddo

Parla l'esperto dell'Arpas: "La primavera ci sta mostrando il suo lato più instabile"

SASSARI. Non può piovere per sempre, diceva quello. Sarà, ma ancora non sembra il momento di liberare dai cassetti i costumi di bagno, e nemmeno il semplice abbigliamento della bella stagione. Colpa di un maggio anomalo come pochi se ne ricordano, più simile a un marzo pazzerello, nel quale però di sole ce n’è davvero poco, di freddo tanto e l’ombrello dev’essere sempre a portata di mano. Sul Gennargentu e sul Limbara si è rivista la neve. Ma è davvero così strana questa primavera, oppure come spesso accade abbiamo una percezione errata del meteo basata su false convinzioni?

Alessandro Delitala, direttore del servizio meteo del dipartimento meteoclimatico di Arpas, comincia a fare chiarezza: «Nei primi 20 giorni del mese ci sono state alcune giornate con piogge di una certa importanza – dice – ma nel complesso non sono eccezionali. Abbiamo alcune situazioni particolari come gli 80 millimetri di San Teodoro, i 36 di Budoni, i 47 di Bosa, ma in generale i dati della Sardegna sono nella norma del periodo. Sassari, ad esempio, fa registrare 28 millimetri che non raggiungono la media mensile».

La vera peculiarità del periodo è invece un’altra: «Le temperature. Le minime sono di parecchi gradi sotto la media, 6-8 gradi sotto. Parliamo di valore medio, cioè considerando l’insieme delle giornate fredde e calde – specifica Delitala – . Se invece analizziamo le singole giornate, in quelle molto fredde sono sotto media anche di 9-10 gradi. Addirittura nelle zone di montagna qualche notte siamo scesi persino sotto zero, come sui monti di Fonni e Desulo (-1 grado sui 1400 metri). Situazione rara anche su queste quote».

Ad esempio a Sassari la temperatura minima è scesa sino a toccare i 3,7 gradi, a Nuoro 1,7 gradi, a Cagliari i 7 gradi: «Quest’ultimo può sembrare può sembrare un valore non così basso, ma per il capoluogo sardo è tipico di gennaio» dice il meteorologo. Più basse del solito anche le massime complessive: «Dai 3 ai 5 gradi in meno, con situazioni singole di stampo quasi invernale, parliamo di 7-8 gradi, più tipici di marzo» dice Delitala. Morale: non si ricordano da molti anni un mese di maggio così freddo».

Com’è stato possibile un affronto del genere ai maniaci della tintarella e del prendisole a tutti i costi? «Perché la primavera ci sta mostrando il suo lato più fresco e instabile – spiega Paolo Nicolosi, meteorologo Arpas – Primavera non vuol dire sempre caldo e secco, anzi si alternano momenti con poche precipitazioni ad altri più umidi. Quello che sta succedendo in questo maggio è però che di caldo non se n’è visto, il fresco è diventato freddo, l’instabilità è più frequente . Con temperature basse, anche il suolo resta umido». A cosa è dovuto tutto ciò? «I due principali anticicloni che portano il tempo mite sul Mediterraneo hanno un comportamento anomalo: quello delle Azzorre è rimasto sull’Atlantico e di tanto in tanto si limita a proteggere la penisola iberica, ma a volte quasi come un muro da sud a nord si erge sino alla Groenlandia favorendo la discesa dall’artico di masse fredde sul Mediterraneo, mandando aria più calda a a latitudini inconsuete (Scandinavia). L’africano, quello delle estati roventi, sta invece portando il caldo nell’est europeo. Insomma, alla fine l’intero continente ha valori superiori alla media (anche 30 gradi in Russia) mentre fa più freddo solo in Italia, Svizzera e Austria».

Cosa c’è da aspettarsi ancora? «La parte più piovosa della perturbazione si sta esaurendo – dice Nicolosi – abbiamo avuto temporali in mare aperto, ormai le piogge sono isolate, in questi giorni vedremo anche un po’ di sole e le massime aumenteranno di 5-6 gradi da domani (oggi, ndc), nel nord ovest dell’isola anche un po’ di più. Giovedì avremo una parentesi anticiclonica, con un promontorio di alta pressione a proteggerci dal maltempo.
Ma da venerdì notte torneranno le precipitazioni. Per 7-9 giorni non si prevede una situazione di alta pressione stabile, più in là non ci si può spingere con le previsioni.». Speranze? «Non mi stupirebbe che alla fine del mese il quadro cambiasse».

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