l’appello 

Il Consiglio: salvate Radio radicale

Approvato un ordine del giorno: tutti favorevoli, si astiene il M5s

CAGLIARI. Radio Radicale non deve chiudere. È questo il senso dell’ordine del giorno approvato insieme dal centrodestra e dal centrosinistra, con l’astensione invece del Movimento Cinque stelle. «Dal 1976 è un servizio pubblico fondamentale per la democrazia e non può essere spazzato via per la decisione del Governo di dimezzare i finanziamenti», ha ricordato il consigliere regionale Roberto Deriu del Pd, che nei giorni scorsi aveva intrapreso lo sciopero della fame e della sete proprio a sostegno di Radio Radicale. È stato poi Michele Cossa dei Riformatori a sottolineare che «la memoria politica, economica e sociale nazionale è custodita negli archivi di un’emittente radiofonica diventata ormai un presidio della democrazia». Le due mozioni, quella presentata da Deriu e da Cossa, sono state poi fuse nell’ordine del giorno in cui c’è scritto: «S’impegna il presidente della
Regione e la Giunta di farsi parte attiva nei confronti del Governo per consentire la prosecuzione delle trasmissioni di Radio Radicale». Non è stato possibile invece ipotizzare una convenzione della Regione con la stessa emittente: la legge sui finanziamenti pubblici non la prevede.

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