I gestori sardi ricevuti al Mise

Una delegazione del Comitato spontaneo dei gestori sardi di pompe di carburante ieri è stata ricevuta ieri nella sede del ministero dello sviluppo economico e ha avuto l’opportunità di parlare al...

Una delegazione del Comitato spontaneo dei gestori sardi di pompe di carburante ieri è stata ricevuta ieri nella sede del ministero dello sviluppo economico e ha avuto l’opportunità di parlare al governo delle problematiche del settore. I benzinai sardi guidano la protesta in autonomia rispetto ai sindacati di categoria e sono i primi a essersi organizzati e ad avere persino indetto uno sciopero di tre giorni, sospeso dopo il primo dopo un incontro in Regione e aver ottenuto l’appuntamento nella Capitale per esporre le proprie ragioni. Il giorno prima il governo ha incontrato le associazioni dei gestori Faib, Fegica e Figisc in una riunione distinta, a dimostrazione della grande spaccatura nel mondo dei gestori.

Nel frattempo il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: in particolare l’onorevole sardo ha chiesto al Governo quali azioni intenda adottare per garantire una remunerazione adeguata i gestori che lamentano un guadagno di due-tre centesimi al litro e chiedono di arrivare almeno a dieci centesimi; da rilevare che prima dell’avvento dell’euro erano arrivati a guadagnare 80 lire al litro. Il reddito lordo medio – fa notare – è pari a 25.000 euro annui, sui quali devono ulteriormente caricarsi gli altri costi
fissi e variabili. Deidda segnala anche i modelli gestionali adottati da tutte le compagnie petrolifere che determinano vincoli di gestione tali da impedire la libera organizzazione dell’attività economica e che, di fatto, si tramutano in un abuso di dipendenza economica. (a.palm.)


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