Traffico da 10 milioni tra la Sardegna e l’Olanda

Maxi operazione dei carabinieri, eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare

CAGLIARI. Chiuso il cerchio su un traffico di droga fra l’Olanda e la Sardegna gestito da una banda di sardi. Un fiume di cocaina di circa 40 chili in due anni, valore di vendita al dettaglio oltre 10 milioni di euro. L’organizzazione è stata smantellata dai carabinieri della compagnia di Carbonia a conclusione dell’operazione “The last waltz” con sette ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Cagliari su richiesta della Dda del capoluogo. Due sono finite in carcere (una in Olanda), tre ai domiciliari e due con obbligo di dimora. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico nazionale e internazionale di sostanza stupefacenti. Tre di loro erano già finiti in carcere nel corso delle indagini, ma poi rimessi in libertà per decorrenza dei termini di un anno della carcerazione preventiva. I provvedimenti notificati all’alba riguardano Massimo Farris (56 anni di Cagliari, gestore di un circolo privato in via Tirso che era il luogo di riferimento della vendita al dettaglio della droga) e Ugo Carrus (59 anni di Oristano, fermato nel pomeriggio in Olanda dove è titolare di una pizzeria a Groningen), finiti entrambi dietro le sbarre. Ai domiciliari Alexander Kapitonov (24 anni, ex militare e pugile russo residente a Cagliari, l'esattore incaricato da Farris di andare a riscuotere con la forza fisica i debiti dei creditori), Giovanni Piero Falconi (48, di Fonni) e Luca Tegas (29, di Lanusei). Obbligo di dimora per Vincenzo Piras (42, allevatore di Uta) e Giacomo Piroddi (22, di Tortolì). Nel corso delle indagini erano già stati effettuati dieci arresti in flagranza e tre fermi, mentre gli indagati complessivamente nell’operazione “The last waltz” (così ribattezzata in avvio nel 2017 perché l’ultima indagine avviata dal maggiore Giuseppe Licari, allora comandante della compagnia carabinieri di Carbonia prima del trasferimento al comando provinciale di Cagliari) sono 38. Poi l’atto finale delle indagini coordinate dal capitano Lucia Dilio e dal tenente Carlo Porru, attuali comandanti della Compagnia e del Norm, con l’esecuzione dei provvedimenti del gip Giampaolo Casula da parte di un centinaio di militari, fra cui una squadra dei cacciatori di Sardegna. La complessa operazione ha avuto inizio nel giugno del 2017 quando sulla statale 131 a Sardara fu intercettato un corriere (Gianluca Deidda) che proveniente da Olbia, dove era sbarcato da un traghetto, trasportava in macchina 10 chili di cocaina. Poi nel corso delle indagini per far luce sul traffico di droga con la Sardegna e con l’organizzazione che non si era fermata dopo questo blitz dei carabinieri, un altro sequestro in agosto 2017 di altri 10 chili dello stesso stupefacente sempre a Sardara sulla statale 131 (arrestati i corrieri Stefan Lazarov e Silvano Fassano) e a San Sperate (ottobre 2017) dove la droga (3 chili di cocaina) doveva passare attraverso il distributore di benzina Tamoil, con il gestore ignaro di tutto e anzi collaborativo con gli investigatori su quel pacco postale che gli era stato recapitato da un vero corriere. Poi si era presentato uno sconosciuto per ritiralo, ma lui non glielo diede e anzi informò subito i carabinieri del pacco, risultato poi contenere la droga spedita dall'Olanda. Nuovo sequestro il gennaio 2018 di 3,7 chili di cocaina a Fiano Romano, in provincia di Roma, dove i due corrieri Domenico Brancato e la moglie uzbeka furono fermati mentre stavano recandosi a Civitavecchia per imbarcarsi sul traghetto per la Sardegna. Secondo quanto accertato dagli investigatori dell'Arma, il traffico in partenza dall’Olanda era organizzato da Giancarlo Pani (fermato nel 2018) e Ugo Carrus (arrestato ieri): il primo fu arrestato, e poi rimesso
in libertà per decorrenza termini, così come i referenti in Sardegna Luciano Tuveri di San Sperate, che provvedeva a smistare la cocaina nel Cagliaritano, e Giampaolo Scintu per l’Oristanese. Giovanni Piero Falconi e Luca Tegas la portavano invece in Ogliastra e lì la spacciavano.

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