Il Tar: l’Antitrust riduca la maxisanzione all'armatore Onorato

A Cin e Moby furono inflitti 29 milioni di euro per abuso di posizione dominante. I giudici amministrativi del Lazio accolgono parzialmente il ricorso del gruppo

SASSARI. Il Tar del Lazio aggiunge un nuovo capitolo alla battaglia da anni in corso nel mondo dei trasporti marittimi: ha infatti solo parzialmente accolto il ricorso di Moby e Cin contro l’Antitrust che il 28 febbraio 2018 aveva inflitto alle due compagnie del Gruppo Onorato una megasanzione da 29 milioni di euro per abuso della propria posizione dominante. La sanzione dovrà essere quindi ridotta dall’Autorità garante della concorrenza. Esultano i vertici del Gruppo Onorato, ma in realtà la partita è ancora da giocare.

L’accusa. L’abuso sarebbe stato commesso in tre direttrici di trasporto marittimo di merci tra la Sardegna e la Penisola: nord Sardegna-nord Italia, nord Sardegna-centro Italia, sud Sardegna-centro Italia, in violazione dell'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Ue. L’istruttoria dell’Agcm era stata originata dalle segnalazioni di due società di logistica, Trans Isole e Nuova Logistica Lucianu, e di Grimaldi Euromed, alle quali si unì in seguito Grendi Trasporti Marittimi. L’accusa era la seguente: le due società di Onorato avrebbero adottato una strategia escludente, realizzata con diverse condotte anticoncorrenziali consistite in «comportamenti ingiustificatamente punitivi e ritorsioni commerciali» e nella «concessione di sconti, al fine, dapprima di dissuadere i propri clienti dall'avvalersi dei servizi dei concorrenti e quindi di assicurarsi la loro fedeltà e, successivamente, di consentire loro di sottrarre commesse ai loro concorrenti clienti degli altri armatori».

Il pronunciamento. La multa va rimodulata da parte dell’Antitrust alla luce delle indicazioni fornite dal tribunale regionale amministrativo. Nel pronunciamento il Tar infatti riconosce che «l'Autorità ha perfettamente adempiuto all'onere motivazionale sul punto» dell'individuazione del «mercato rilevante»; e va esclusa «la ricorrenza di profili di erroneità nell'individuazione di una situazione di dominanza». Quanto all'idoneità delle condotte contestate a restringere la concorrenza sui mercati rilevanti e a danneggiare i consumatori, per il Tar «colgono nel segno le censure con le quali le ricorrenti hanno evidenziato l'incompletezza istruttoria relativa alla portata escludente degli sconti da esse praticati alle imprese “fedeli”»; e vanno poi accolti i motivi di ricorso «nella parte in cui le ricorrenti hanno sostenuto l'assenza di una corretta ricostruzione in punto di astratta capacità escludente del cosiddetto “boicottaggio indiretto” (la cui ricorrenza va dunque esclusa) e la carenza motivazionale e istruttoria dell'analisi degli effetti». Alla luce della motivazione contenuta nel pronunciamento, il Tar ha accolto parzialmente il ricorso – per la sola misura della sanzione inflitta – rinviando all'Antitrust per una nuova e concreta quantificazione della multa inflitta.

Le reazioni del patron. «Giustizia è fatta» commenta in una nota l’armatore Vincenzo Onorato, rimarcando come «il Tar, evidenziando una totale superficialità dell’inchiesta condotta dall’Agcm, inammissibilmente allineata, senza aver eseguito le verifiche del caso, sulle posizioni dei gruppi ricorrenti nonché di Grimaldi, ha annullato la sanzione ed ha ordinato all’Agcm di riformulare il proprio provvedimento rispettando le direttive imposte all’Autorità dalla sentenza». Il patron del gruppo sottolinea insomma che il tribunale amministrativo ha «pesantemente criticato l’istruttoria condotta
dall’Agcm» rimarcando come «questa indagine sia stata condizionata pesantemente dalle pressioni e dalle istanze di una delle parti che si erano rivolte all’Antitrust». Non solo, l’autorità «non ha visto un abbattimento del 40% delle tariffe da parte di Grimaldi». La guerra continua.

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