Schianto sulla Buddi Buddi 64enne tradito dallo scooter

L’uomo ha perso il controllo della moto e si è scontrato con alcune auto

SASSARI. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarlo per quasi 40 minuti, una lunga lotta per sconfiggere la morte e aggrapparsi a quel filo di speranza che a volte fa ripartire una vita che sembra perduta. Purtroppo per Gian Franco Sechi, 64 anni, sassarese, non c’è stato niente da fare. Alla fine il medico si è dovuto arrendere. Il corpo della vittima è stato coperto con un telo bianco.

La tragedia ieri sera, poco dopo le 20.30, sulla Buddi Buddi, la strada del mare che conduce a Sassari. L’uomo era alla guida di uno scooterone Yamaha e procedeva in direzione della città, le cause dell’incidente devono ancora essere accertate nei dettagli, ma dalle prime valutazioni pare che l’uomo avesse appena cominciato una fase di sorpasso per cercare di risalire la fila di auto. A un certo punto avrebbe urtato il parafango posteriore sinistro di una Panda e la moto avrebbe cominciato a sbandare finendo anche contro una Tiguan che procedeva nella stessa direzione. A quel punto - dopo l’impatto - lo scooterone ha scarrocciato per una quindicina di metri e Gian Franco Sechi è stato proiettato sull’asfalto.

Immediato l’allarme e la richiesta dei soccorsi. Sul posto, a circa 150 metri dalla rotatoria per via Vivaldi (da dove si accede al quartiere Latte Dolce) gli operatori del 118 con l’automedica e due ambulanze, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale.

Il tratto di Buddi Buddi interessato dall’incidente è stato chiuso al traffico per consentire lo svolgimento dei soccorsi in piena sicurezza. Medico e operatori hanno cominciato quella sfida che a volte dà risultati. Hanno impiegato il defibrillatore per cercare di fare ripartire il cuore del 64enne sassarese. Tre-quattro tentativi, ripetuti ancora. A un certo punto sembrava quasi che ci fosse stata la reazione attesa, che si potesse tirare un sospiro di sollievo. Invece l’illusione è durata poco, lo spazio di qualche secondo. Alla fine lo scuotere della testa, poche parole pronunciate a bassa voce, il segno di una tragedia che segna a lutto una domenica sassarese che - a poca distanza - era invece caratterizzata dalla festa in piazza d’Italia per l’accoglienza della città ai giganti della Dinamo.

A quel punto è cominciato il triste rituale. Il sostituto procuratore della Repubblica di Sassari Paolo Piras ha disposto il sequestro dei tre mezzi coinvolti a vario titolo nell’incidente: lo scooterone Yamaha, la Panda e la Tiguan. Il corpo di Gian Franco Sechi è stato trasferito all’Istituto di Patologia forense di Sassari a disposizione del medico legale per gli accertamenti.

Sulla strada del mare una fila interminabile, specie lungo il percorso di rientro verso Sassari. Quella in cui si è verificato l’incidente è l’ora di punta e in tanti sono stati testimoni della tragedia, delle drammatiche operazioni di soccorso. Molti si sono fermati, anche subito dopo il luogo in cui si è verificato lo scontro per chiedere notizie, per sapere se poteva esserci ancora una speranza per il ferito.

I rilievi da parte degli agenti della polizia locale sono andati avanti per un paio d’ore, con la strada prima bloccata e poi parzialmente aperta e con il traffico fortemente rallentato, almeno fino a quando non è stato possibile rimuovere i mezzi incidentati e ripulire la carreggiata per ripristinare le condizioni di sicurezza.

Quella di ieri sera è una tragedia che richiama alla mente altri incidenti simili accaduti sulla Buddi Buddi. Sempre in momenti particolari, quando il traffico è particolarmente intenso e si formano lunghe file nella direttrice verso la città.

I tentativi di accorciare la fila, di passare avanti, spesso portano automobilisti e motociclisti a compiere manovre azzardate. Sorpassi che diventano pericolosissimi per rientri
improvvisi in corsia o per tentativi addirittura di passare in spazi che non sono sufficienti.

La fretta e la mancanza totale di misure di sicurezza (le distanze) aggiungono ulteriori rischi, fino a situazioni estreme che costano vite umane.

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