Sì alla dorsale del gas: Solinas vada avanti

Il Governatore precedente sosteneva la dorsale; così il nuovo Governatore. I tecnici del Mise ne riconoscono l’utilità. E il ministro Toninelli? Ha più volte esternato la necessità di ulteriori analisi costi–benefici, che però non si sono materializzate. Proceda celermente: perché le decisioni sbagliate costano, ma costano anche le decisioni non prese

Convinto dell’importanza di un approvvigionamento energetico più efficiente e sostenibile; cauto sulla dorsale. Così Solinas in campagna elettorale. Eletto, il neo Governatore ha studiato il dossier e ha sciolto le cautele, procedendo non per partito preso, ma guardando i numeri delle analisi costi-benefici. E i numeri l’hanno convinto. Immagino siano le analisi costi-benefici di cui abbiamo parlato più volte, prodotte già prima del suo insediamento.

Ma poco importa; anzi, se fossero nuove, pure meglio; perché nuove analisi, se tempestive, possono essere utili a saggiare la robustezza e quindi l’affidabilità del risultato secondo il quale i benefici legati alla metanizzazione con la dorsale superano in maniera significativa i costi. Ciò che è importante è l’approccio: le scelte si prendono così, dati alla mano; non per dogma, non per superstizione, non partito preso, non sul niente. In un Paese normale ciò sarebbe l’ABC; e dunque non varrebbe certo la pena sottolineare l’esempio di chi guarda i numeri per decidere e non il colore politico di chi ha sostenuto il progetto prima di lui. Ma il nostro non è un Paese normale.

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È il Paese di chi sostiene che si può diminuire il debito pubblico emettendo un titolo di debito al portatore, il Minibot, per pagare debiti pregressi e magari consentire a chi lo acquista di pagarci le tasse. Operazioni il cui effetto netto è, nella migliore delle ipotesi, nullo, senza se e senza ma, perché l’aritmetica non è un’opinione. Quindi, niente è scontato! E perciò, al Governatore diciamo bravo.

E adesso? È tutto pronto: il progetto, l’accordo con la joint venture tra Snam e Società Italiana Gasdotti, candidato credibile per realizzazione dell’opera. All’appello manca solo il Governo nazionale. “Le statistiche dicono che uno su quattro ha disturbi mentali. Pensate a tre vostri amici, se stanno bene, siete voi!” (Rita Mae Brown). Il Governatore precedente sosteneva la dorsale; il nuovo Governatore sostiene la dorsale; non siamo a tre, ma quasi. Perché anche i tecnici del Mise riconoscono l’utilità della dorsale. E allora ci sta che se il quarto sostiene, sinora senza dati credibili, che l’opera è obsoleta, si stia sbagliando.

Il ministro Toninelli ha più volte esternato la necessità di ulteriori analisi costi – benefici, che però non si sono materializzate. Proceda celermente, con metodo scientifico e trasparenza. Ma tempestivamente; oppure si basi sui dati a oggi disponibili. Perché le decisioni sbagliate costano, ma costano anche le decisioni non prese. E in questo caso il costo è sia diretto che indiretto, perché il maggior costo dell’energia si traduce in minore competitività e quindi minor sviluppo. Val la pena ricordare che il gas è centrale nella strategia di transizione verso la “decarbonizzazione” concepita nel Piano nazionale integrato per Energia e Clima (Pniec) che il governo giallo-verde ha presentato quest’anno all’Europa.

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Ma allora, tergiversare sulla dorsale, che ad oggi, dati alla mano, è la modalità più efficace per metanizzare la Sardegna, è una contraddizione, o no? Infine, ci auguriamo che i detrattori dell’opera a livello nazionale non alimentino la soap opera influenzando strumentalmente la decisione su chi pagherà il costo dell’opera. Decisione di fatto legata alla tariffa del gas a lavori completati, di competenza dell’Autorità di Regolazione per l’Energia l’Ambiente (Arera).

Se Arera decide che la tariffa per il sardi sarà la stessa applicata agli altri italiani, il costo verrà spalmato su tutti; così come è sempre avvenuto nelle varie fasi di implementazione della rete nazionale. In caso contrario, il costo sarebbe a carico dei sardi; ciò che potrebbe scoraggiarci, sebbene, dato il segno più, probabilmente ne varrebbe comunque la pena. Forse la nostra testardaggine questa volta pagherà.
 

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