Alghero, il turista multato per il finestrino dell'auto aperto: lo lascio sempre così per il cane

"Un'assurdità, ma pago subito", dice Renato Ricci. Il suo caso ha fatto discutere in tutta Italia. "Una macchina vecchia, non fa gola ai ladri"

ALGHERO. «Sono contento che quanto mi è successo sembri assurdo a tutta Italia quanto a me». Renato Ricci, il turista che tre giorni fa è stato multato per aver lasciato aperto un finestrino dell’auto in sosta, sorride amaro. La legge parla chiaro, per carità, e lui su suggerimento del suo avvocato ha già pagato la sanzione comminatagli perché «lasciava in sosta il veicolo senza adottare opportune cautele per impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso», come recita il verbale da 41 euro precisando che «lo stesso risultava aperto e con i finestrini abbassati». Articolo 158 comma 4 del codice della strada: niente da dire. «Sto pagando la multa entro cinque giorni da quando è stata comminata, perciò mi costerà 29 euro – spiega – il mio legale mi ha detto che non c’è altro da fare che pagare». La vaga sensazione di trovarsi di fronte a «un eccesso di zelo, una eccessiva severità che non capisco proprio», come afferma, è parzialmente ripagata dall’eco che ha avuto la notizia.

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«Sul piano logico mi chiedo che cosa dovrebbe succedere a chi possiede una moto o una decapottabile», dice sorridendo mentre sorseggia il caffè con la moglie e quel cagnone che non lo lascia un istante.

Renato Ricci è nato a Sassari, ha 77 anni ma da sessanta vive in Piemonte. «Stiamo a Superga, è più vivibile anche per il nostro cane», racconta. Artista giramondo, scenografo, insegnante, titolare di una bottega di restauro, è sempre stato innamorato di Alghero, da quando ci veniva in vacanza col padre e la madre, nipote di quel Nicolò Pellegrini che a Sassari fondò l’istituto Alberghiero. «Quando viaggio tengo sempre i finestrini aperti, soprattutto se c’è il cane in auto», spiega. «Quella mattina sono uscito presto, poi ho posteggiato, ho preso il cane, le buste della spesa e devo aver dimenticato di chiudere l’auto, ma stiamo parlando di un mezzo che ha 18 anni, non mi sembra che abbia troppo mercato neanche tra i ladri», scherza. Dopo aver lasciato le sporte e il cane nella casa acquistata per le vacanze dopo la pensione, è tornato alla macchina e ha trovato la sorpresa: la multa da 41 euro sul parabrezza con la motivazione insolita di istigazione al furto. A quel punto, superato lo stupore iniziale, Ricci ha fermato «un ausiliario del traffico, ma anche lui è trasecolato – prosegue il divertito racconto – e poi sono andato in giro a chiedere se ad Alghero, al di là di quel che dice il codice della strada, fosse normale essere così fiscali per una banale disattenzione». A dargli una risposta è la polizia locale.

«Un agente esperto e competente ha fatto quel che andava fatto in base al codice della strada», è la precisazione fornita dal maggiore Carmelo Pais. «Siamo stati contattati da qualcuno che alla vista dell’auto con i vetri abbassati ha pensato che si trattesse di un veicolo rubato dato che oltre ai vetri aperti e non c’era neppure la sicura degli sportelli – è la versione dei vigili algheresi – la pattuglia è arrivata e ha constatato che, al di là del rischio di furto, c’era la possibilità per qualche malintenzionato di tirare giù il freno a mano e far finire la vettura, parcheggiata in discesa, in mezzo alla strada».

Una cosa è certa, dice il dirigente dal quartier generale di via Mazzini. «Di sicuro il signore, che probabilmente non conosceva il codice della strada, non si scorderà più di chiudere la macchina». Punirne uno per educare una nazione intera di distratti e ignari automobilisti.
 

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