Stipendio, vitto e alloggio ma non trova lo chef di sala

Santa Teresa, la proprietaria dell’hotel da nove mesi cerca un candidato

SANTA TERESA. Il lavoro c'è, ma offerta e domanda non si incontrano. Succede a Santa Teresa, una delle mete turistiche più gettonate nel nord Gallura. Da nove mesi Caterina Lantieri, socia dell'hotel La Funtana, sta cercando uno chef de rang e altre figure professionali. Una figura importante per la struttura ricettiva a quattro stelle, all'ingresso del paese ha aperto i battenti nel 2001. È a conduzione familiare. «Tra chi offre e cerca lavoro c'è un mare di distanza e di burocrazia – spiega l'imprenditrice –. Ci siamo rivolti all'ufficio del lavoro (ex ufficio di collocamento), abbiamo atteso oltre un mese e mezzo, ma non ci è stato comunicato alcun nominativo. Andato a vuoto anche il tentativo di poter contattare in modo diretto i papabili candidati iscritti nelle liste di collocamento, per via delle normative sulla privacy, ci siamo tuffati nel mare magnum delle offerte di lavoro sui siti online». Sono bastati pochi clic: il telefono della hall ha iniziato a squillare. «Abbiamo tirato un sospiro di sollievo – dice Caterina –, in piena stagione è impensabile non poter contare su un professionista responsabile del servizio di ristorazione. Purtroppo, nonostante le decine di proposte, non abbiamo ancora trovato uno chef de rang. Una persona titolata a ricoprire questo incarico». Il caso è stato portato alla luce da Sardegnablogger.

La donna racconta che chi ha inviato curriculum o si è presentato nella hall dell'hotel di fatto non aveva mai svolto la mansione richiesta. Nessuna esperienza. Nessun diploma alberghiero, né lettere referenziate. Il posto è allettante, la socia comunica ai partecipanti alla selezione che l'assunzione è immediata, naturalmente previo colloquio e prova pratica. E oltre lo stipendio sono compresi anche vitto e alloggio. «Si sono presentati diversi aspiranti chef de rang – racconta –, ma nonostante la loro buona volontà e tanta voglia di apprendere, purtroppo hanno ammesso di non essere in grado di svolgere il lavoro di cameriere professionista». Nell'hotel si sono formate diverse figure richieste nel mondo degli alberghi di lusso. «Ancora oggi assumiamo camerieri volenterosi di imparare un mestiere – spiega Caterina Lantieri –, come i tre migranti ospiti nel centro di accoglienza secondaria nella frazione di Porto Pozzo. Sono ragazzi che desiderano realizzare il sogno di poter avere una qualifica per restare a vivere o a lavorare in paese. Ma, anche in questo caso, in questi mesi di super lavoro non possiamo soffermarci troppo sulla sfera dell'insegnamento e della formazione». Al posto del lussuoso albergo, con ristorante e piscina, un tempo c'era una distesa di filari d'uva. «Era la vigna del nonno – racconta Caterina –. Noi nel 2001 siamo riusciti a coronare il nostro sogno: realizzare questa struttura, offrire un servizio di accoglienza ai visitatori e ai turisti, assumere personale. L'hotel è aperto da maggio a metà ottobre, la chiusura varia a seconda della stagione turistica. Per quattordici anni nel ristorante abbiamo avuto una squadra eccezionale. Poi, alcuni dei camerieri storici, per motivi familiari o perché si sono trasferiti altrove, hanno dovuto rinunciare al posto di lavoro. Tra questi anche lo chef de rang». L'imprenditrice sottolinea un altro aspetto legato alle richieste di lavoro: «Nonostante la nostra struttura sia aperta per circa cinque mesi all'anno c'è chi chiede di poter lavorare quattro o cinque giorni la settimana, di fare orari ridotti, pur mantenendo lo stesso stipendio a fine mese». Reperire personale qualificato è un problema comune a molte strutture ricettive dei comuni costieri. «Non siamo soli in quest'impresa – afferma Caterina –. Tanti altri colleghi sono nelle nostre stesse condizioni. A fronte di un esercito di richiedenti un posto di lavoro e di molti professionisti, purtroppo manca un sistema efficace per far incontrare in modo veloce il mercato della
domanda e dell'offerta». Nella squadra dell'hotel ci sono nomi di spicco nel panorama nazionale della ristorazione, come Massimiliano (Max) Villani, al quale è già stato riconosciuto un piatto dalla prestigiosa guida Michelin e il sommelier professionista olbiese Antonello Mariotti.

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