Reparti chiusi e liste infinite, in Sardegna è vietato ammalarsi

Da Nuoro a Tempio: pazienti costretti a spostarsi perché mancano i medici

SASSARI Vietato ammalarsi. Nei mesi estivi nell’isola è meglio prendere ogni tipo di precauzione per evitare di dovere ricorrere alle cure ospedaliere. È vero, neanche in inverno la situazione è rosea, ma il picco dei disagi lo si registra a luglio e soprattutto ad agosto. Da nord a sud, da Tempio a Nuoro, dai piccoli ai grandi ospedali, i cittadini sono costretti a fare i conti con una sanità che non funziona. In queste settimane la politica parla di una nuova riforma sanitaria, l’ennesima rivoluzione che vuole sconfessare quanto fatto dai predecessori. Si discute di numero di Asl e di nomi di manager. Ma nel frattempo i cittadini si trovano ad affrontare situazioni di emergenza che sacrificano il diritto alla salute.

Chiuso per ferie. I casi più eclatanti sono quelli di Nuoro e Tempio, dove alcuni reparti chiuderanno tra luglio e agosto. Il motivo? I medici devono fare le ferie. Il tutto alla faccia del diritto alla salute. Partiamo da Nuoro, dove il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Francesco sospenderà le attività, urgenze ed emergenze comprese, dal 1 al 22 agosto. Nello stesso ospedale si ferma anche la Chirurgia vascolare, dal 27 luglio all’11 agosto. Uno stop dettato dalla carenza di medici e dal diritto (ma anche obbligo) alle ferie di quelli in servizio. Costretti a prenderle tutti insieme, perché, visti i numeri, i turni creerebbero una situazione di illegalità sotto il profilo assicurativo. E sempre per permettere le ferie attività in parte sospese anche nel laboratorio analisi, sempre del San Francesco, dove dal 1 luglio al 31 agosto è stata sospesa l’attività specialistica legata alla allergologia, autoimmunità e biologia molecolare. Insomma, per garantire le analisi urgenti e l’attività intra ospedaliera, per due mesi non saranno eseguiti tutta una serie di esami che non rientrano tra le emergenze, dalla Hiv Rna quantitativo all’Hcv, alle analisi per la celiachia.

Il caso Tempio. Anche in alta Gallura è comparso il cartello “chiuso per ferie”. Per due mesi, dal 1 luglio al 31 agosto, il reparto di Chirurgia dell’ospedale Paolo Dettori non effettuerà interventi. Per le urgenze bisognerà rivolgersi a Olbia. Per due mesi Tempio dovrà accontentarsi di una guardia chirurgica con letti tecnici di osservazione, dove gli specialisti lavoreranno in una unica equipe con Olbia. Una situazione figlia di una carenza di organico nell’ospedale tempiese, a sua volta figlia di una carenza di chirurghi a livello nazionale: su 12mila domande pervenute alle scuole di specializzazione, appena 90 - novanta - giovani laureati in Medicina scelgono di specializzarsi in Chirurgia. Ma a Tempio si registra anche un’altra emergenza, e riguarda il Pronto soccorso, dove capita che ci sia un solo medico di turno. Come qualche giorno fa, quando il reparto è andato in tilt a causa del boom di presenze che hanno comportato file interminabili e inevitabili proteste dei pazienti.

La ministra. I casi Nuoro, e di riflesso Tempio, sono arrivati sul tavolo della ministra Giulia Grillo, che ha lanciato un ultimatum all’assessore Mario Nieddu. A onore del vero, il titolare della Sanità regionale era intervenuto per stigmatizzare la scelta di chiudere i reparti per ferie, ma le sue parole non sono andate oltre la critica. Di qui l’intervento di Grillo, che ha lanciato un ultimatum a Nieddu e alla Assl di Nuoro: entro il 5 luglio al ministero sarebbe dovuta pervenire «una dettagliata nota delle soluzioni operative da mettere in atto per assicurare operatività alle Unità operative interessate dal problema, garantendo le risposte in situazioni di emergenza e urgenza». Oggi è 11 luglio, ma al ministero le soluzioni non sono state ancora prospettate.

Altri casi. Ma non ci sono solo Nuoro e Tempio alle prese con i problemi della sanità. A Lanusei il reparto di Ortopedia ha riaperto un paio di settimane fa dopo 53 giorni di occupazione ininterrotta da parte dei cittadini. La decisione era stata presa dall’azienda sanitaria - anche in questo caso - per l’impossibilità di garantire il servizio a causa della carenza di specialisti. In questo caso la sollevazione popolare, affiancata da tutti i sindaci del territorio, ha fatto fare retromarcia alla azienda sanitaria. Anche se, attualmente, i medici specialisti non riescono a garantire i turni di notte. A Sorgono, invece, è stato sospeso il servizio di pediatria: la direzione sanitaria ha incaricato i medici di base di occuparsi anche dei pazienti più piccoli. Una situazione che riguarda tutti i centri della Barbagia Mandrolisai.

Liste d’attesa. C’è infine la questione delle liste d’attesa, uno dei più grandi ostacoli al funzionamento della sanità sarda, il nemico numero uno di tutti gli assessori che si sono avvicendati a Cagliari che hanno giurato di riuscire a sconfiggere, ma alla fine loro sono tornati a casa e le liste invece continuano ad allungarsi. Qualche settimana fa aveva suscitato scalpore la storia, raccontata dalla Nuova, del paziente che ha rinunciato a farsi operare a Sassari per due ernie del disco e ha preferito rivolgersi altrove. Ha atteso per mesi una

risposta, ma alla fine si è dovuto arrendere alle liste di attesa e cercare un’alternativa su internet: la scelta è caduta sul Policlinico San Marco di Bergamo, dove in un mese è riuscito a fissare la visita con lo specialista, la risonanza e l’intervento.

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