Mozione in consiglio: tutti con i sindaci

L’impegno: mettere in campo le risorse per tutelare i primi cittadini

CAGLIARI. Dalla parte dei sindaci, perché «non possiamo lasciarli da soli a fronteggiare questi attacchi incivili alla democrazia». È questa la sintesi del dibattito, in Consiglio regionale, sugli ultimi attentati e le recenti minacce agli amministratori locali ma anche alle sedi di partito, come quella del Pd a Dorgali. Alla fine è arrivato spontaneo e appassionato il sì di tutti i consiglieri alla mozione in cui c’è scritto tra l’altro, come ha ricordato il presidente Michele Pais, «respingiamo con fermezza ogni forma di violenza e ci impegniamo a mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare il delicato e complesso ruolo di chi ogni giorno svolge un lavoro fondamentale al servizio della democrazia e della cittadinanza». Ma oltre alla Regione a far di più dev’essere soprattutto lo Stato. Lo hanno detto da una parte all’altra dell’Aula i consiglieri che sono intervenuti nel dibattito. Daniele Cocco di LeU, che è anche sindaco di Bottida, ha detto con forza: «È assurdo, ad esempio, che sia proprio lo Stato a pretendere soldi dai Comuni, quando la richiesta è quella di riaprire una caserma dei carabinieri. Il presidio del territorio non può essere a pagamento. È un diritto». Fausto Piga di Fdi, è anche sindaco di Barrali, ha rilanciato: «Basta con le passerelle di questo o quel Governo. Servono fatti e uno su tutti: gli autori di questi gesti criminali non devono continuare a rimanere impuniti». Per Emanuele Cera di Forza Italia, che è anche sindaco di San Nicolò Arcidano, «dobbiamo fronte unico contro chi non rispetta le regole della convivenza civile». Michele Cossa dei Riformatori ha ribadito lo stesso concetto: «Nessuno di noi, e soprattutto lo Stato, può permettere che i sindaci mettano a rischio la vita e quella dei loro familiari». Domenico Gallus dell’Udc, che è anche sindaco di Paulilatino, è stato didascalico ma efficace: «Amministrare non diventare un atto di eroismo». Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha aggiunto: «L’allarme scatta sempre molto prima ed è quando nei Comuni nessuno o pochi si presentano alle elezioni amministrative. È proprio quello il segnale della paura che dobbiamo combattere». Giovanni Satta del Psd’Az ha denunciato che «la continua fuga dello Stato ha un effetto devastante: lo spopolamento». Però è arrivato anche il momento che la politica abbassi i toni del confronto. Lo hanno detto, uno dopo l’altro,
Massimo Zedda di Progressisti e Pierluigi Saiu della Lega. «Dobbiamo essere d’esempio – ha detto il primo – e smetterla di andare troppo spesso sopra le righe». Saiu gli ha dato ragione: «Dal clima della contrapposizione dobbiamo ritornare a quello della rappacificazione». (ua)

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