Ospedale chiuso da domani ma la Regione dice no

L’assessore Nieddu avrebbe trovato personale disponibile sino a martedì

GHILARZA. L’ospedale chiude per mancanza di medici da domani. Forse. In assenza di comunicazioni ufficiali chiare e definitive sul futuro prossimo del nosocomio, bisogna mettere in fila i fatti. Da soli fanno capire quanto è grande il disordine tra le corsie.

L’ordine di servizio. Ieri mattina il direttore della Assl di Oristano, Mariano Meloni ha preso carta e penna e ha vergato un ordine di servizio che non lasciava spazio a fraintendimenti. Si disponeva la chiusura temporanea di medicina e del pronto soccorso a far data da domani mattina nel caso in cui non siano reperite in tempo utile le figure professionali necessarie a garantire l'operatività dei servizi. Il provvedimento, tuttavia, non sarà esecutivo fino a quando non sarà trasmesso al prefetto e ai sindaci dei Comuni del distretto sanitario Ghilarza-Bosa. Nel documento Meloni spiega che il medico rimasto in turno al pronto soccorso, reparto che veniva coperto dai medici di medicina, e i tre colleghi proprio di medicina non potevano garantire in sicurezza le prestazioni sanitarie e che pertanto dal 4 agosto al 25 agosto i due reparti sarebbero stati chiusi. Il personale del comparto, infermieri e oss sarebbe stato messo in ferie forzate e se necessario sarebbe stato indirizzato temporalmente negli altri due presidi della Assl, a Bosa e a Oristano, anche essi a corto di personale. Fonti interne alla Assl confermavano che tuti i tentativi di richiamare medici dalle altre assl sarde, dalle aziende miste e dal Brotzu non erano andati a buon fine. Non è stato trovato alcun professionista disposto a trasferirsi per tre settimane a Ghilarza. Da qui la scelta di Meloni di emanare un ordine di servizio al quale non veniva subito accompagnata la comunicazione al Prefetto. Un gesto per spronare la Regione a trovare una soluzione in poche ore.

La soluzione. Le procedure di assunzione a tempo del personale medico dovrebbero essere perfezionate entro oggi, per evitare che la Assl di Oristano completi la procedura annunciatala. Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti sanitari locali, tuttavia non confermate, malgrado il pressing esercitato dalla politica con il piano di emergenza, dodici medici avrebbero già rifiutato la proposta di assunzione o di trasferimento a tempo determinato. A questo punto la Regione confidava nella graduatoria regionale dei liberi professionisti nei quali sono inseriti 150 nominativi. Da questi si sarebbe attinto per invitare il personale a recarsi ad agosto a Ghilarza. In campo l’opzione dei medici militari, ma questa soluzione col passare delle ore, per le enormi difficoltà burocratiche è stata messa nel dimenticatoio.

L’annuncio. A tarda serata la soluzione possibile. Ma non si saprà sino a stamattina quanto credibile. Ad annunciarla il comitato per la difesa del Delogu, che riporta le dichiarazioni del presidente la commissione sanità del consiglio regionale Domenico Gallus. E subito dopo le stesse parole di Gallus, che disegna uno scenario inedito. «L'assessore Mario Nieddu mi ha comunicato che sono stati reperiti i medici e che pertanto i turni saranno coperti fino alle 8 di martedì», ha detto il presidente della commissione Sanità e del distretto socio-sanitario Ghilarza-Bosa, Domenico Gallus.

«Questa dilazione ci darà modo di continuare a cercare le figure professionali con cui garantire la prosecuzione delle attività a Medicina e al pronto soccorso. Domani (oggi per chi legge) il direttore dell'Assl Mariano Meloni potrà fare i decreti di assunzione, per quel che mi riguarda mi attiverò perché il servizio sia garantito anche nei giorni e nelle settimane successive».Purtroppo i due principali attori di questa commedia,
il direttore della Assl Meloni e l’assessore alla sanità della Regione Nieddu, a fine serata, forse stanchi, hanno interrotto le comunicazioni. Non si è potuta quindi avere la conferma del percorso che porterebbe alla apertura a singhiozzo del Delogu. Stamattina se ne saprà di più.

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