«Lavoriamo per cambiare la mentalità»

«La gente non parla, è vero, e io ovviamente non condivido nel modo più assoluto questo silenzio, ma da sindaco dico anche che bisogna lavorare sul perché si arrivi all’omertà. E penso che si debba...

«La gente non parla, è vero, e io ovviamente non condivido nel modo più assoluto questo silenzio, ma da sindaco dico anche che bisogna lavorare sul perché si arrivi all’omertà. E penso che si debba puntare tutto sulle nuove generazioni, investire sui giovani, sulla cultura, sul tentativo di cambiare una mentalità diffusa e radicata. E insieme lavorare per fare in modo che la giustizia funzioni meglio e sia anche più veloce». Marco Melis (foto), militare dell’Aeronautica, è sindaco di Arzana da quasi quindici anni, tra dieci mesi terminerà il suo terzo e ultimo mandato, e in questi quasi tre lustri di amministrazione ne ha visto davvero tante, nel paese che ama, dove vive e ha una bella famiglia. E tra tante cose belle, tuttavia, ha dovuto affrontarne anche qualcuna meno lieta che ha toccato un tema riportato ieri a galla dal procuratore Mazzeo, come quello dell’omertà. «Qualche tempo eravamo alle prese con gli atti vandalici nei pullman – ricorda il sindaco Melis – ma nessuno parlava, nessuno indicava chi fossero gli autori. Preferivano pagare tutti, piuttosto che fare i nomi. Ecco, tutto questo non va bene, ma se non si lavora ancora di più sui giovani questa mentalità rischia di non cambiare».
«Ma al di là di queste riflessioni – dice il sindaco Melis – oggi per noi tutti, per tutta la comunità di Arzana, è un giorno di lutto e di dolore. Domani sera (oggi per chi legge, ndr) ci sarò anche io al funerale di Balzano, a portare il cordoglio dell’intero paese». (v.g.)


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