I pastori: accordo di filiera ministro e assessore garanti

L’associazione degli allevatori Più Sardegna convoca tutti a Tramatza il 31 agosto «Serve un contratto unico triennale tra noi, coop e industriali senza il Consorzio»

SASSARI. Un contratto unico triennale valido per l’intera Sardegna e per tutti i trasformatori caseari. È questa la proposta dell’associazione dei pastori “Più Sardegna”, che lancia anche l’idea di una assemblea generale degli allevatori per il 31 agosto a Tramatza. Un incontro in cui potranno essere condivise le proposte, definite le azioni da intraprendere e si potrà dare vita a un unico direttivo regionale che li rappresenti in modo unitario nella vertenza. Al ministro Gian Marco Centinaio, alla prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, e all'assessora all'Agricoltura, Gabriella Murgia, è stata notificata una specifica istanza, motivata «con la necessità inderogabile, di poter confidare su certezze e non su promesse, in vista dell'approssimarsi della nuova campagna. Le parti politiche devono essere i garanti degli accordi tra gli allevatori ed i trasformatori».

Il movimento degli operatori e dei consumatori della filiera agro alimentare sta organizzando comitati di filiera in tutta l'isola e chiede alla politica la convocazione urgente di un tavolo di confronto tra allevatori e trasformatori. «Il contratto – spiega il portavoce della associazione Gianfranco Cui – dovrà stabilire le regole dell'accordo, il prezzo di base del latte ovi-caprino, di quello destinato alle produzioni con denominazione protetta, prevedendo le rispettive quote di produzione, prescindendo, in tal modo, dai Consorzi di tutela, che dovranno occuparsi solo di quest'ultima. Conseguentemente il piano di regolazione dell'offerta dei formaggi, in particolare del Pecorino romano dop – fa sapere ancora l’associazione – dovrà essere predisposto sulla base dell'accordo tra gli allevatori, le loro cooperative e gli industriali, non dal Consorzio. Il comparto non va in vacanza, nessuno dei problemi che hanno alimentato la protesta degli allevatori è stato ancora risolto e definito. Non abbiamo alcuna intenzione di avviare la nuova stagione produttiva all'insegna della precarietà e dell'incertezza, mentre i trasformatori del centro nord, hanno stipulato contratti di fornitura del latte di pecora di origine Spagna, pagandolo a 1,18 euro più Iva, per litro, franco azienda».

«È necessario portare avanti la vertenza in modo unitario – prosegue il portavoce della associazione “Più Sardegna” – proponendo un’assemblea generale degli allevatori di tutta la Sardegna, da svolgersi
il 31 Agosto a Tramatza, nell'ambito della quale saranno acquisite le manifestazioni di interesse riguardanti le proposte di "Più Sardegna", definite le più opportune azioni da intraprendere e la formazione di un unico direttivo regionale che li rappresenti tutti». (al.pi.)

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