Lettera a Mattarella: spiagge a rischio

La Maddalena, chiesto l’accesso limitato. Il sindaco Montella: chiudere non serve

LA MADDALENA. Una lettera al presidente della Repubblica per chiedere numeri sostenibili di bagnanti e turisti nelle spiagge dell’arcipelago. E prima ancora una missiva gemella al ministro dell’Ambiente al presidente del Parco. Un gruppo di maddalenini porta avanti la sua battaglia ambientale. Nella richiesta di regolamentare gli accessi al mare sottolineano l’eccessiva pressione antropica estiva non regolamentata «che rischia di pregiudicare nel medio e lungo periodo le caratteristiche ambientali dei siti – spiega il portavoce dei firmatari Marco Leoni –. Per questa ragione il ministro dell'ambiente è stato invitato a effettuare un sopralluogo istituzionale nelle isole del Parco nazionale. In particolare a Budelli, Caprera e Mortorio. Per riflettere sulle necessità di adottare, insieme al Parco provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dei posidonieti a rischio regressioni e degli arenili a rischio impoverimento. Tenendo conto degli strumenti di pianificazione previsti dalla legge sulle aree protette». Nella nota i 35 firmatari suggeriscono la loro proposta. Prevede, tra l'altro, «la ripresa/avvio di indagini sullo stato ambientale dei siti nei quali è noto il degrado per cause naturali e antropiche per rilevare eventuali fenomeni di erosione. L’elaborazione di un'ipotesi di fruizione. La riserva del 75% di boe e banchine per lo sbarco di passeggeri sulle isole minori e dei fondali sabbiosi sui quali è possibile gettare l’ancora alle barche che trascorreranno la notte negli approdi autorizzati dal Comune. Stessa riserva per gli ingressi a Caprera, in alta stagione, ai visitatori che soggiorneranno nel centro abitato, anche in considerazione dei rischi legati a viabilità e incendi». Il sindaco Luca Montella chiarisce un pensiero più volte manifestato. «Con la chiusura delle spiagge non si risolve il problema – afferma il primo cittadino –. Una proposta di regolamentazione si deve basare su basi scientifiche. Altrimenti rischiano di apparire solo discorsi pre-elettorali».

Dal punto di vista scientifico spetta al Parco fare le ricerche sullo stato di salute dei litorali. Solo la scienza può stabilire quante persone un lido può sopportare senza subire choc e quando invece l’affollamento diventa eccessiva presenza antropica. Solo qualche mese fa il
Parco ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’università di Cagliari col dipartimento di Geologia marina e Oceanografia. Sono stati già eseguiti prelievi e campionamenti. L’obiettivo dichiarato del Parco è avere una mappatura generale di tutte le aree sulle quali poi intervenire.

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