Omicidio a Genoni, l’ultimo saluto a Vinci

Celebrati i funerali del 48enne. Caccia al killer incappucciato: interrogatori e perquisizioni

GENONI. Si è svolto ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara Vergine e Martire il funerale di Roberto Vinci, il disoccupato quarantottenne ucciso in un agguato lunedì sera. L’uomo, che aveva diversi precedenti penali per furto e rapina, mentre percorreva in bicicletta una strada sterrata in località “Pranu Predi” è stato centrato da due colpi di fucile a pallettoni, uno dei quali, quello letale, lo ha colpito al collo e a un polmone così come ha accertato la perizia necroscopica effettuata mercoledì dall’anatomopatologo Roberto Demontis. Al rito funebre officiato dal parroco don Gerardo Pitzalis alcune centinaia di personesi sono strette ai familiari dell’uomo: il padre Antonio, il fratello Gianluca e la sorella Laura. Assente la madre Giorgina che per precauzione non è stata ancora informata della morte del figlio. La donna ha perso un altro figlio per morte violenta. Nell’omelia il parroco ha invitato tutta la comunità ad essere unita in questa dolorosa circostanza e si è augurato che vengano evitate eventuali vendette. Al termine del rito funebre si è snodato dal sagrato della chiesa parrocchiale un mesto corteo che ha raggiunto il cimitero dove è avvenuta la tumulazione di Roberto Vinci.

Sul fronte delle indagini, coordinate dalla dottoressa Nicoletta Mari della procura di Cagliari e condotte dai carabinieri della compagnia di Isili guidati dal comandante ad interim, il luogotenente Alberico Viscogliosi, non ci sono novità di rilievo. I militari anche ieri
hanno interrogato diverse persone e fatto delle perquisizioni sia nel centro abitato che in alcuni ovili alla ricerca di indizi utili per l’identificazione dell’omicida: “l’uomo incappucciato e vestito di nero”, così come ha riferito ai soccorritori la vittima prima di perdere conoscenza.

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